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Come migliorare la dieta dell'anziano

Nella terza età tendono a ridursi i quantitativi di vitamine C del gruppo B, che dovrebbero essere reintegrati curando maggiormente l’alimentazione quotidiana ed eventualmente con un integratore specifico, valido e sicuro.
Infatti, l’anziano specie se da solo, ha spesso una dieta monotona, cura meno gli acquisti e le proprie necessità, almeno quelle alimentari. A volte è proprio la solitudine a instaurare abitudini alimentari poco corrette che possono predisporre il soggetto a carenze nutrizionali.
Adeguati livelli di vitamina A contribuiscono a preservare l’integrità della retina. In termini generali, può essere basso anche l’apporto di vitamina D, in quanto l’anziano tende a uscire meno di casa e a limitare l’esposizione al sole.
A proposito di sali minerali, è molto importante il calcio. L’assorbimento e l’utilizzo di questo minerale sono ridotti nell’anziano per numerosi fattori: il minore esercizio fisico, un consumo ridotto di cibi che lo contengono.
L’aumentata produzione di radicali liberi che si verifica con l’arrivo della terza età determina anche un maggior fabbisogno di vitamine e minerali ad attività antiossidante, come la vitamina C, la E, il beta-carotene e il selenio, che costituiscono un valido aiuto nel rallentare l’invecchiamento delle cellule.
Ecco alcune indicazioni:

– Consumare quotidianamente almeno un bicchiere abbondante di latte parzialmente scremato o di jogurt, per la presenza di calcio.
– Limitare l’assunzione di dolciumi in genere e di zucchero in particolare.
– Preferire il consumo di amidi contenuti in pasta, riso, patate, rispetto a quello degli zuccheri semplici, contenuti nei “dolci”.
– Non eccedere nel consumo di grassi e sale, abbondantemente presenti negli affettati e in alcuni formaggi.
– Preferire alla carne rossa quella bianca, che ha un contenuto lipidico inferiore e che apporta acidi grassi essenziali, di cui gli anziani hanno particolare bisogno per proteggere le membrane dal danno dei radicali liberi e per prevenire l’insorgenza di aterosclerosi.
– Alternare alla carne il pesce. Quest’ultimo, infatti, è molto ricco di acidi grassi poli-insaturi, è più tenero e si digerisce meglio.
– Il consumo di uova deve essere limitato a due-tre volte alla settimana. La cottura alla coque le rende più digeribili.
_ Consumare ogni giorno molta frutta e verdura, anche sotto forma di frullati e spremute, in questo modo si potranno assumere vitamine, minerali, e fibre alimentari. Anche queste ultime fanno bene e aiutano chi soffre di stipsi.
– Scegliere i metodi di preparazione e di cottura più idonei, tenendo conto delle eventuali difficoltà di masticazione e digestive.
– Tra i condimenti, consumare oli vegetali e contenere al minimo quelli di origine animale.
– Per quanto riguarda il vino, possono essere consumati 1-2 bicchieri a pasto.

admin

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