Home » Benessere » La diagnosi di gravidanza

La diagnosi di gravidanza

Il primo segno che induce una donna a sospettare una incipiente gravidanza è di solito, il “ritardo” nel ritorno mestruale; e ciò tanto più quando essa sia abituata ad un ritmo mensile regolare. Se poi al ritardo si unisce il sopraggiungere di malesseri, di nausee, di vomiti, di capogiri ecc, allora il sospetto non tarda a lasciare il posto ad una categorica certezza; poichè il calcolo sembra molto semplice: ritardo mestruale + nausee= gravidanza.
E tuttavia, se quella donna in quest’epoca precoce di gravidanza si rivolgerà al medico per avere una conferma a quella che per lei è già una certezza, proverà forse un senso di delusione e anche di disappunto; difficilmente troverà infatti nel medico la sua stessa sicurezza, e si sentirà per contro quasi sempre rispondere in tali casi che “si, è probabile che gravidanza ci sia”, ma che mancano tuttavia ancora segni “sicuri” perchè questa possa senz’altro essere diagnosticata.
In effetti, perchè un sintomo si possa considerare sicuro per la diagnosi di gravidanza occorre che esso sia specifico, che non possa cioè essere fornito che dalla gravidanza stessa. E, invece, tutti quei sintomi che la donna accusa e che dà a rilevare nei primi mesi, per quanto importanti, sono ben lunghi dall’essere esclusivi della gravidanza.
Primo fra tutti, il “ritardo” mestruale. Molteplici condizioni, infatti, anche al di fuori della gravidanza possono portare ad un arresto nella mestruazione. Sono, talora, malattie locali o generali che si impongono per la loro evidenza, e di cui non è difficile intravedere la responsabilità nella turba del ciclo mensile.
Ma solo talora semplici influenze psichiche o fattori banali, come un mutamento di ambiente, di clima, di condizioni di vita; ed è, talora, anche una menopausa precoce, capace di simulare appieno la amenorrea da gravidanza..Come si potrebbe, dunque, assegnare al sintomo del “ritardo” mestruale un valore diagnostico assoluto?
Lo stesso si può dire per tutto quel complesso di disturbi, che vengono di solito considerati appannaggio quasi obbligato dei primi mesi di gravidanza e che vanno da un certo cambiamento del carattere, con irragionevole inclinazione al pianto o al riso, alle vertigini, alla facile stanchezza, ai piccoli svenimenti: dalla ripugnanza più o meno spiccata per determinati alimenti al capriccioso desiderio di altri, dalla stitichezza insolita al senso di ingrossamento e di tensione al ventre, dalla intolleranza per gli odori, alle vampe di calore, alla salivazione abbondante, alle nausee, e ai vomiti, specie mattutini. Fenomeni, tutti, che, oltre ad essere tutt’ altro che specifici della gravidanza, sono sovente di per sè troppo vaghi e indefiniti per non autorizzare che ad una semplice presunzione di gravidanza.
Prima nè i sintomi soggettivi accusati dalla donna nè i sintomi obbiettivi rilevabili nei primi mesi di gravidanza, erano tali da consentire una diagnosi di sicurezza. Dal loro insieme, dalla valutazione precisa di ciascuno di essi, si poteva giungere a stabilire una diagnosi di “grande probabilità”; ma la diagnosi sicura, alla stregua dei dati clinici, non si poteva avere se non quando erano rilevabili i fenomeni “fetali” della gravidanza, quando cioè era percepibile la presenza del feto nell’utero. Infatti solo dal 3° o all’inizio del 4° mese. Oggi invece, vi sono a disposizione i test biochimici e l’ecografia che consentono di effettuare una diagnosi di certezza molto precocemente.
I test biochimici si basano sulla rilevazione della gonadotropina corionica (HCG) che è l’ormone prodotto dalla placenta fin dalle sue primissime fasi, cioè subito dopo l’impianto nell’utero dell’ovulo fecondato, circa una settimana dopo il concepimento. Cerchiamo di capire quali sono i tempi:

-considerando un ciclo medio di 28 giorni, l’ovulazione (e quindi la fecondazione e il concepimento) avvengono circa due settimane dopo l’inizio dell’ultima mestruazione;
-dalla tuba, dove avviene la fecondazione, l’ovulo fecondato, che si può già chiamare embrione, dopo circa una settimana giunge ad impiantarsi nell’utero e produce la HCG che entra nella circolazione sanguigna materna;
– questo ormone “informa” le ovaie che è in atto una gravidanza e, così facendo, impedisce la mestruazione creando e mantenendo un ambiente ormonale e tessutale che consente all’embrione di svilupparsi.

La gonadotropina corionica (HCG) può essere dosata nelle urine o nel sangue della gestante usando dei reagenti particolari. I kit “casalinghi”, venduti in farmacia per eseguire il test di gravidanza sulle urine, sono già sufficientemente sensibili, seguendo accuratamente le modalità d’uso, quando una donna si accorge della mancanza mestruale.
Essi sarebbero già sufficientemente sensibili anche diversi giorni prima della mestruazione attesa.
I test di laboratorio, eseguiti sul sangue materno, ancora più sensibili, sono da riservare a particolari casi clinici (diagnosi differenziale tra aborto interno e ritardo del concepimento, sospetto di gravidanza extrauterina) che verranno indicati dallo specialista.

L’ecografia consente di confermare con certezza la gravidanza osservando l’anatomia delle varie fasi dello sviluppo embrionale. La diagnosi ecografica di gravidanza può essere posta solo in un momento successivo a quello in cui risultano positivi i test biochimici, ma, a differenza di questi ultimi, ha il vantaggio di localizzare anatomicamente la gravidanza stessa (escludendo la gravidanza extrauterina), porta a riconoscere una gemellarità, consente di datare la gravidanza in modo preciso e contribuisce a “dare un volto” al concepito per la soddisfazione dei genitori. Ecco i tempi:

– dopo le 4 settimane di età gestazionale, cioè dopo 2 settimane dal concepimento (vedi anche la datazione della gravidanza) è possibile incominciare a visualizzare il sacco gestazionale, cioè la sacca liquida che contiene l’embrione in via di sviluppo, embrione ancora non visibile a quest’epoca;
– il volume del sacco gestazionale aumenta di circa 1.2 mm al giorno; quando il sacco gestazionale raggiunge un diametro di circa 10 mm, diventa visibile il sacco vitellino, una struttura esclusivamente presente in questa prima fase della vita, che poi regredisce con l’avanzare delle settimane;
– dopo 6 settimane di età gestazionale compare l’embrione con il suo battito cardiaco ben visibile;
– a proposito dell’ecografia ostetrica, la misura vertice-sacro dell’embrione (CRL) consentirà di datare la gravidanza con precisione fino alla 12^settimana.

In sostanza: al ritardo mestruale è opportuno eseguire il test della farmacia; se risulta positivo, bisogna rivolgersi allo specialista ginecologo che consiglierà gli esami che di consueto vengono prescritti nel primo trimestre. Tra questi esami sarà prevista anche un’ecografia, non necessariamente da eseguirsi immediatamente, ma comunque da eseguirsi all’interno dei primi tre mesi.

admin

x

Guarda anche

Baby brain, gravidanza affatica la mente

Baby brain, quando la gravidanza affatica la mente. Seppure non se ne conoscano ancora le ...

Condividi con un amico