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Asfissia e avvelenamenti: come comportarsi

In presenza di asfissia da annegamento può essere praticata la respirazione artificiale , avendo cura di mantenere disteso il corpo dell’individuo, con testa e torace leggermente più bassi, onde facilitare pure l’espusione dell’acqua dalle vie respiratorie.
Tra le asfissie da gas irrespirabili, ricordiamo soltanto una delle più comuni, cioè quella da monossido di carbonio di cui è composto comunemente il gas usato come combustibile.
In tal caso però sono necessari mezzi terapeutici tali che soltanto l’ospedalizzazione può offrire e dove l’ammalato può essere continuamente osservato da competenti. Ciò perchè l’ossido di carbonio si lega indissolubilmente con l’emoglobina dei globuli rossi del sangue, per cui non possono più avvenire le assunzioni di ossigeno a livello dei polmoni e le successive cessioni alle cellule dei tessuti. E’ ben comprensibile quindi la gravità di un simile stato asfittico, che è in realtà un avvelenamento del sangue attraverso le vie respiratorie.
E’ a proposito di avvelenamenti, ricordiamo quelli da intossicazione di sostanze nocive nel tubo digerente, sia sotto forma di liquidi velenosi scambiati per bevande e simili, sia di cibi guasti.
In tali casi si cercherà quindi di provocare l’espulsione delle sostanze dannose favorendo il vomito e di somministrare un eventuale controveleno utilizzando altre sostanze che si possono avere a portata di mano anche in casa. Queste consistono per lo più in albume d’uovo, latte, olio d’oliva e hanno la funzione di proteggere le pareti delle vie digerenti dall’azione irritativa e per lo più caustica dei liquidi ingeriti.
Per primo si procederà alla somministrazione di questi mezzi di soccorso, in un secondo tempo si tenterà di provocare il vomito mediante eccitazione delle apreti del retrobocca anche con un dito.
Le sostanze grasse possono servire non solo negli avvelenamenti da acidi quali il nitrico, il solforico e il cloridrico, per i quali può pure servire egregiamente l’acqua saponata, ma possono essere utilizzate pure per gli avvelenamenti da soda e potassa caustica per le quali non è fuori luogo adoperare anche acqua acidulata con abbondante aceto o limone.
Contro l’azione del sublimato corrosivo potrà essere utilizzato con successo il sale da cucina in soluzione piuttosto concentrata o del bianco d’uovo in quantità rilevante.
Un consiglio: tali sostanze, qualora vengano tenute in casa, portino sempre ben chiara l’indicazione del contenuto e, soprattutto, siano conservate in appositi luoghi chiusi a chiave, non alla portata dei bambini e non riposte, come sovente succede, insieme ai cibi e alle bevande, in quanto un simile colpevole atteggiamento può facilitare tragici errori che hanno l’onore della cronaca.
Per gli avvelenamenti da cibi guasti o da funghi l’atteggiamento da tenere è uguale a quello sopra ricordato e urgente come per gli altri l’opera del medico.

admin

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