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La Sardegna non ha paura dell'influenza A

In Sardegna, il virus H1N1 non ha causato neppure una vittima. I sardi non si sono lasciati intimorire e non si è verificata nessuna corsa ai vaccini.
L’atteggiamento dei sardi, infatti, è stato fatalista. L’H1N1 è stato un ospite poco gradito in molte case, ma tutto sommato se ne è andato via in pochi giorni, dopo aver dispensato solo febbre alta e fastidiosi dolori alle articolazioni e alla gola.
Così, a distanza di sei mesi dai primi casi accertati nell’isola, la «messicana» si appresta ad essere dimenticata. La pandemia che ha seminato terrore in tutto il mondo, alla fine si è ridimensionata a influenza comune, uguale (anzi, forse meglio), delle tante asiatiche, cinesi, australiane e via elencando, affrontate da milioni di persone negli anni passati. Del resto gli esperti l’avevano detto che tanto rumore era esagerato. E hanno avuto ragione: la percentuale di mortalità da virus H1N1 è inferiore allo 0,047 per cento contro lo 0,2 per cento dell’influenza stagionale. Gli ultimi dati parlano di 178 vittime accertate.
Così si è riproposto l’interrogativo sempre in agguato quando assieme alle malattie stagionali si sviluppa anche la produzione farmaceutica: che a guadagnarci siano state soltanto le grandi multinazionali del farmaco?
Dalla 48ª alla 50ª settimana la Sardegna è risultata la regione con la più alta percentuale di casi. Il motivo sta nel fatto che sull’isola vive ora la maggiore diffusione del virus a causa del freddo che rende più favorevole al contagio. Quindi il picco è arrivato da noi con ritardo.
Sono migliaia i sardi ammalati.
Per quanto riguarda i vaccini, c’e stato un flop della profilassi. Solo lo scorso fine settimana c’è stata la consegna, quando si era giunti ormai all’ottava dall’inizio della campagna, di un nuovo lotto di vaccini.
Si tratta di 66.400 dosi in flaconi da 10 e di 6.930 siringhe monodosi che hanno fatto salire a 281.709 il numero consegnato. Le nuove dosi verranno distribuite alle Asl secondo questa tabella: Sassari (14.690 vaccini); Olbia (6.630); Nuoro (7.170); Lanusei (2.540); Oristano (7.400); Sanluri (4.530); Carbonia (5.750); Cagliari (24.620). Ma a fronte di questi cifre le vaccinazioni sono state solo 14.171.
I dati non sono comunque attendibili perché non comprendono l’attività dei medici di base e dei pediatri, che sarà resa nota solo alla chiusura della campagna vaccinale. Ma comunque si è avuta una percentuale di risposta molto bassa. E’ anche vero poi che da fine novembre a oggi le vaccinazioni sono più che raddoppiate (nell’ultima settimana dello scorso mese erano state 6.274) ma la tendenza resta quella.
Intanto, secondo i dati forniti dall’assessorato regionale alla Sanità, delle vaccinazioni eseguite finora 2.721 sono riferite ad appartenenti al personale sanitario e socio-sanitario (a conferma che i medici sono stati i primi a crederci poco), 8.690 ai portatori di almeno una delle condizioni di rischio nell’età compresa tra i sei mesi e i 65 anni, 297 alle donne al secondo o terzo trimestre di gravidanza e 627 tra il personale che assicura i servizi pubblici essenziali.

admin

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