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Le pentole antiaderenti possono provocare malattie alla tiroide

Da una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori della University of Exeter e pubblicata sulla rivista Environmental Health Perspectives, è emerso che una sostanza chimica chiamata ‘Pfoa’ trovata nelle pentole antiaderenti e nelle confezioni di alcuni prodotti alimentari può essere associata alle malattie della tiroide.
Tale sostanza è un acido perfluorottanico e si trova un pò ovunque in casa. Precedenti studi l’hanno collegata al cancro. Dai risultati ottenuti si è evinto che livelli elevati di questa sostanza nel sangue sono collegati a un maggior rischio di sviluppo di malattie alla tiroide. Il rischio è raddoppiato per le donne in quanto sono più sensibili ai problemi alla tiroide. Pfoa è utilizzata dalle industrie nei prodotti di consumo più diffusi e diventa instabile ad alte temperature. Può essere assorbita dall’organismo tramite ingestione o attraverso la respirazione, e non c’è nulla che possa eliminarla dal sangue.
L’epidemiologo David Melzer, uno dei ricercatori britannici, ha così spiegato: “Si è sospettato a lungo che le concentrazioni di Pfoa potrebbero essere legate a cambiamenti nei livelli degli ormoni tiroidei. La nostra analisi mostra che nella popolazione adulta ‘ordinaria’ vi è un solido legame statistico tra concentrazioni più elevate di Pfoa nel sangue e malattie della tiroide”. Purtroppo però, molti altri studiosi non hanno trovato alcuna associazione. Nel 1990 si era scoperta una sostanza altrettanto nociva, la Pfos.
Lo studio si è focalizzato sui dati provenienti da ricerche effettuate dai Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie. I campioni analizzati sono stati prelevati su quasi 4 mila adulti tra il 1999 e il 2006. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che quelli che avevano il 25% in più di concentrazione di Pfoa avevano oltre il doppio delle probabilità di sviluppare malattie alla tiroide rispetto agli individui che invece avevano un livello del 50% più basso di concentrazione di Pfoa.
La docente di Ecotossicologia Tamara Galloway, presso la University of Exeter nonchè una delle autrici dello studio, pertanto, sostiene che ci sia una reale necessità di ulteriori ricerche sugli effetti per la salute umana dell’esposizione a basso livello di sostanze chimiche presenti nell’ambiente, come Pfoa, che sono onnipresenti nelle case della gente.

admin

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