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Lebbra, per non dimenticarla

La lebbra (o morbo di Hansen) è una malattia infettiva e cronica, causata dal batterio Mycobacterium leprae, che colpisce la pelle e i nervi periferici in vari modi e gradi, anche molto invalidanti. Un tempo era considerata una maledizione incurabile. Oggi, invece, si è rivelata molto meno temibile e meglio curabile di quanto ritenuto in passato. Le dizioni “morbo o bacillo di Hansen” o “Hanseniasi” vengono privilegiate per evitare il marchio di infamia che la parola “lebbra” ancora reca con sé nell’opinione comune.
Il meccanismo di trasmissione del BH non è ancora del tutto chiaro. Il bacillo è stato trovato in molte varietà di insetti ma non è mai stata dimostrata la trasmissione vettoriale. Si è ipotizzata una trasmissione per contatto cutaneo e per iniezione con aghi contaminati. Il bacillo viene certamente trasmesso attraverso un contatto stretto e prolungato con pazienti bacilliferi non trattati, che eliminano bacilli dalle mucose delle vie respiratorie superiori. Già dopo la prima dose di rifampicina la carica infettante viene ridotta del 99,99%, sicché i pazienti trattati non sono contagiosi. Benché si possano trovare BH nel latte materno e nella placenta, la lebbra colpisce raramente i bimbi piccoli. La specie di armadillo Dasypus novemcinctus può essere infettata dal BH ed è stato ipotizzato che ne possa rappresentare un serbatoio naturale. In laboratorio si è ottenuta l’infezione con BH di criceti, topi e anche scimmie, con manifestazioni cliniche molto simili a quelle umane.
La diagnosi della lebbra è clinica e istologica. L’OMS-WHO definisce un caso di lebbra come quello di un individuo che mostri almeno uno dei seguenti sintomi:
– Presenza di una o più lesioni cutanee con alterazioni della sensibilità
– L’ispessimento di uno o più nervi periferici con alterazioni della sensibilità
– Il reperto di bacilloscopia positiva per bacillo di Hansen
Non è ancora disponibile un sistema accettabile di diagnosi delle forme di lebbra subcliniche.
Ogni anno sono circa 700 mila i casi di lebbra riscontrati in Asia, Africa e Sud America. Ed è in India che si concentra il 70% dei malati.
Proprio ieri, in occasione della 57esima Giornata mondiale dei malati di lebbra, promossa, tra gli altri, dall’Associazione italiana amici di Raoul Follereau (Aifo), emergono questi dati. La lebbra è una malattia infettiva poco contagiosa, ma se non diagnosticata in tempo può portare alla paralisi e alla morte. La cura disponibile, infatti, funziona solo se somministrata prima dello stadio di paralisi, cosa che nei Paesi poveri non è possibile.
Secondo i volontari delle associazioni si tratta di una malattia ‘dimenticata’ che però potrebbe essere debellata con maggiori investimenti in ricerca, in formazione del personale, in informazione alla popolazione.

admin

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