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Importante scoperta italiana: curare la CCSVI per curare la Sclerosi Multipla

Il 23 gennaio 2010 a Vicenza, si è tenuto un importante convegno su CCSVI e SCLEROSI MULTIPLA organizzato dalla “Fondazione Smuovilavita”.
Hanno partecipato con il loro prezioso contributo il prof. Paolo Zamboni e il dott. Fabrizio Salvi.
Il prof. Zamboni è un ricercatore dell’Università di Ferrara, chirurgo vascolare che ha condotto un’importante ricerca sulle cause della Sclerosi Multipla.
I risultati ottenuti dimostrano una correlazione fra la CCSVI e la possibilità che chi ne soffre possa sviluppare la Sclerosi Multipla.
La CCSVI (ovvero Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale) è una malattia vascolare, che porta a diversi restringimenti nelle vene, e vengono colpiti cervello e midollo spinale, incapaci di drenare il sangue non ossigenato e le tossine. Tali restringimenti non sono legati alla sclerosi multipla (tipo malformativo), ma nel 90% dei casi la CCSVI è associata alla sclerosi multipla.
La CCSVI viene individuata attraverso un esame con Doppler (in alcuni casi può anche essere diagnosticata mediante un’angiografia RM); però, l’unico specifico ecodoppler disponibile è custodito nel centro dove lavora Zamboni e il suo neurologo, il dottor Salvi.
Il Prof. Zamboni durante il convegno ha così spiegato: “Questi malati hanno le vene cerebrali che non funzionano bene. La ragione è che si sono ristrette. Un fatto che probabilmente era sfuggito perché non si trovano all’interno del cranio, ma all’esterno, nel collo e nel torace, molto più vicine al cuore che non al cervello. Ebbene: abbiamo scoperto che questo problema è peculiare della sclerosi multipla».
Le due malattie sono dunque collegate tra loro. Zamboni ha anche aggiunto che per la cura della CCSVI ha sperimentato un trattamento “endovascolare”: si tratta di un trattamento che non necessita di ricovero, di anestesia o di bisturi.
Viene introdotto da un radiologo un catetere attraverso una puntura endovenosa e questo viene fatto passare nelle vene del paziente.
Raggiunte le vene bloccate viene inserito un palloncino che dilata il restringimento. In alcuni casi possono essere necessari anche 2 sedute a distanza di qualche mese.
La Sclerosi Multipla, purtroppo, è una grave patologia del sistema nervoso centrale, cronica e spesso progressivamente invalidante.
Può colpire le persone dai 15 ai 50 anni anche se l’incidenza maggiore è nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 30 anni.
Secondo il Prof. Zamboni la cura della CCSVI migliora il decorso della Sclerosi Multipla, riducendo il numero delle ricadute e influenzando positivamente la qualità della vita. Nei pazienti con malattia progressiva il decorso si rallenta o si arresta.
Visti i risultati positivi della ricerca e del trattamento, intanto, aumentano le richieste da parte dei numerosi pazienti.
Ecco i contatti:

Prof. Paolo Zamboni
Direttore Centro Malattie Vascolari – Università di Ferrara
Attività assistenziale:
Azienda Ospedaliera Universitaria S. Anna di Ferrara, Corso Giovecca 203, 44100 Ferrara e presso il Nuovo Ospedale S. Giorgio , via Fiera, 44100 Ferrara.
Segreteria:
dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 14,00
Tel. 0532-236524 Fax 0532-237443

Dr. Fabrizio Salvi
.O.C. Neurologia, Ospedale Bellaria – Bologna
Dati reperibili sul sito dell’Università di Ferrara
www.sclerosi.org
http://www.sclerosi.org/CCSVI-forum

Un grazie va a tutti coloro che numerosi hanno contattato la ns. redazione e lasciato commenti al ns. articolo del 22/01/2010 “Fingolimod, la pillola contro la Sclerosi Multipla”, mettendo in risalto quest’altra importante scoperta, che merita la dovuta attenzione in quanto da speranza e un aiuto concreto a tanti malati.

admin

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