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Artrite reumatoide: malattia difficile da individuare, chi ne soffre non lo sa

L’artrite reumatoide è una poliartrite infiammatoria cronica e progressiva a patogenesi autoimmunitaria a carico delle articolazioni sinoviali. Si differenzia dall’osteoartrosi perché interessa inizialmente la membrana sinoviale e non la cartilagine, colpisce con meno frequenza e in età più giovane rispetto all’osteoartrosi. Sono più colpite le donne (rapporto 3:1). Interessa l’1-2% della popolazione e il numero dei casi aumenta con l’età, infatti è colpito il 5% delle donne oltre i 55 anni. L’esordio si osserva prevalentemente al termine della adolescenza o tra 4° e 5° decennio di vita; un secondo picco si osserva tra i 60 e 70 anni. Una variante precoce dell’AR è costituita dall’artrite reumatoide dell’infanzia.
E’ una malattia autoimmune, una condizione nella quale il sistema immunitario attacca i propri tessuti. L’ AR coinvolge diverse articolazioni e non provoca solamente gonfiore, rigidità, dolore e parziale dislocazione dei giunti, ma anche anemia, fatica, perdita di peso, febbre e invalidità. La causa è data da una predisposizione genetica associata ad un “innesco” esogeno, cioè un battere, un virus, una tossina. Il corpo elimina questo “antigene” mediante una reazione immunitaria, producendo anticorpi. Tre persone con artrite reumatoide su quattro sottovalutano i sintomi e quindi non sanno di essere malate, di conseguenza non seguono alcun trattamento. Una sottovalutazione che desta molta preoccupazione. Per questo a Bari, giovedì si terrà un incontro su ‘Il Governo clinico in Reumatologia’, rivolto ai medici specialisti, agli specialisti in organizzazione sanitaria e ai rappresentanti delle istituzioni. All’evento, seguiranno altri quattro incontri per i medici di famiglia e gli infermieri ospedalieri (il 17 febbraio a Lecce interesserà le province di Brindisi e Lecce, il 23 febbraio a Taranto, il 4 marzo, a Foggia, interesserà le province di Bari e Foggia e l’11 marzo gli eventi itineranti si concluderanno a Bari). Il ciclo di incontri è organizzato dall’Agenzia regionale sanitaria della Regione Puglia, dalla cattedra di Reumatologia dell’Università di Bari e dall’Associazione pugliese malati reumatici onlus. Secondo Giovanni Lapadula, professore ordinario di Reumatologia all’Università di Bari: “La Puglia è stata la prima Regione in Italia che ha approvato e applicato un protocollo diagnostico sull’artrite reumatoide. Vogliamo ora realizzare sul nostro territorio la messa in rete della assistenza specialistica con le strutture organizzative esistenti, coinvolgendo i distretti e i dipartimenti di cure primarie e armonizzando il lavoro delle diverse figure coinvolte, specialisti, medici di famiglia, infermieri e associazioni dei pazienti”.

admin

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