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L'emicrania può raddoppiare il rischio di ictus e malattie cardiovascolari

Secondo una ricerca, condotta dai ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine di New York, e pubblicata sulla rivista scientifica “Neurology”, l’emicrania fa raddoppiare il rischio di attacchi di cuore rispetto a chi non ne è soggetto. L’emicrania esporrebbe anche al rischio di ictus, malattie cardiovascolari in genere, diabete, ipertensione e colesterolemia.
Gli esperti sostengono che l’emicrania finora è sempre stata vista unicamente come una condizione di dolore che incide negativamente sulla qualità, ma non come una minaccia della salute più in generale della persona.
La sperimentazione ha esaminato un campione di 6.120 persone affette da emicrania e 5.243 persone sane. Il risultato dello studio ha fatto emergere che i soggetti sofferenti di emicrania avessero il doppio delle probabilità di aver subito un attacco di cuore (4,1%), rispetto a coloro che non soffrivano di emicrania (1,9%). Nel complesso, poi, chi soffre di emicrania con l’aura si vede triplicare questo rischio.
L’ emicrania è un tipo di mal di testa, spesso molto intenso. È una malattia di origine neurologica. I sintomi e la loro durata variano considerevolmente da paziente a paziente, da un attacco all’altro, in ogni caso una cefalea costante non è un’emicrania. La differenza fra l’ emicrania complessa o emicrania con aura rispetto alla forma chiamata emicrania senz’aura, è la comparsa dell’ insieme di sintomi specifici chiamati aura, che comunemente si manifestano come una distorsione nella vista, che provoca la visione di flash luminosi, lampi o forme geometriche che si allargano diffondendosi. In questi momenti la visione, proprio per via degli scotomi scintillanti viene oscurata in parte. Esso poi viene seguito da un forte episodio cefalico unilaterale.
In alcuni casi l’aura procura anche formicolio e difficoltà nel linguaggio, vertigini e solitamente precede il mal di testa. Il mal di testa vero e proprio inizia solitamente al mattino e non dura più di 4 ore, sono assenti nausea e vomito ed il dolore è generalmente sopportabile. In genere i malati sono colpiti da uno o due attacchi al mese della durata di ventiquattro ore, però vi sono casi (10 per cento) di attacchi settimanali, di sintomi prolungati anche per tre giorni e di recidività quasi persistente che colpisce quindici giorni al mese (8 per cento di casi). I normali esami non sono necessari nei casi di emicrania, ma si ricorre ad essi o anche alla risonanza magnetica e alla tomografia computerizzata solo in casi anomali, soprattutto quando in corso di trattamento non si osservano miglioramenti. Le cause dell’emicrania non si conoscono del tutto, ma tra i fattori che possono far scatenare il dolore ci sono lo stress, ansia, affaticamento, l’eccessivo sonno o l’assenza, mestruazioni, alcuni cibi come cioccolato, il vino rosso e formaggi stagionati, oppure la disidratazione, la fame, le allergie, i cambiamenti meteorologici, l’altitudine; in più anche una postura scorretta, specie al computer, e l’esposizione alle luci al neon.

admin

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