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Dagli Usa arriva ok a teoria del dr. Zamboni: correlazione del 56% tra Sclerosi multipla e CCSVI

Dagli Stati Uniti arrivano i primi risultati della ricerca condotta dall’Università di Buffalo (New York) sulla correlazione tra sclerosi multipla e insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (CCSVI). La sperimentazione è stata condotta dal ricercatore Robert Zivadinov, che ha voluto sincerarsi sull’ipotesi avanzata lo scorso anno dall’italiano Paolo Zamboni, che ha individuato una relazione tra sclerosi multipla e restringimento delle vene.
Lo studio americano ha interessato 500 pazienti, l’anomalia è stata registrata nel 56,4% dei soggetti affetti dalla patologia contro un 22,4% dei 161 soggetti di controllo sani.
Le occlusioni e restringimenti, provocano un accumulo di ferro che causerebbe la risposta autoimmune della sclerosi.
Il dottor Robert Zivadinov si definisce ”Cautamente ottimista. La sperimentazione è ancora agli inizi e bisognerà aspettare aprile per avere dati in più a conforto della tesi di Zamboni”. Gli studi sembrano comunque propendere verso una forte probabilità di associazione tra la sclerosi multipla e l’insufficienza venosa cronica cerebrale dando ragione allo scopritore italiano dottor Paolo Zamboni, chirurgo vascolare dell’Università di Ferrara. Il ricercatore, convinto che l’occlusione dei vasi sanguigni fosse la causa della sclerosi, ha ideato una procedura sperimentale rimuovendo l’impedimento in quelle vene che portavano il sangue al cervello. Infatti, Zamboni afferma che “un drenaggio non ottimale consente la fuoriuscita di ferro e di cellule immunitarie nel tessuto cerebrale, che così viene danneggiato. “Ho notato che i pazienti affetti da sclerosi mostrano un restringimento delle vene che credo sia rilevante per lo sviluppo della patologia”. L’intervento per rimuovere gli impedimenti nelle vene, consiste nell’introdurvi un palloncino all’interno per allargarle, il quale riporta il 70 per cento dei risultati.
Alla sperimentazione del chirurgo vascolare italiano, ha partecipato anche la moglie malata di sclerosi multipla dal 1995. Il dottor Zamboni, alla notizia della malattia della moglie, promise infatti di trovare una cura per questa malattia, e dopo 15 anni di esperimenti finalmente può mantenere la sua promessa.

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