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Valsartan per ridurre il rischio diabete in pazienti con disturbi cardiovascolari

Ieri all’American College of Cardiology di Atlanta sono stati resi noti i dati del Navigator (Nateglinide and Valsartan in Impaired Glucose Tolerance Outcomes Research), studio che ha coinvolto oltre 9000 pazienti, grazie al quale è stato scoperto che l’antipertensivo Valsartan ha ritardato l’insorgenza di nuovi casi di diabete di tipo 2, in pazienti affetti da patologie cardiovascolari o con fattori di rischio e ridotta tolleranza al glucosio.

Lo scopo della ricerca era quello di testare se l’antipertensivo valsartan o l’antidiabetico orale nateglinide (che in Italia non è in commercio) fossero in grado di ridurre l’insorgenza di nuovi casi di diabete o di ridurre l’incidenza di disturbi cardiovascolari, in pazienti con ridotta tolleranza al glucosio e affetti da patologia cardiovascolare o altri fattori di rischio.

Infatti questa ricerca è la prima a dimostrare che valsartan è l’unico antipertensivo, che può prevenire l’insorgenza di nuovi casi di diabete in pazienti con ridotta tolleranza al glucosio.

I pazienti che si sono sottoposti alla speriementazione ed hanno assunto questo medicinale per almeno 5 anni insieme al loro usuale trattamento terapeutico, hanno avuto una riduzione del 14% del rischio di sviluppare nuovi casi di diabete, rispetto ai pazienti che non ne avevano assunto.

Il farmaco è attualmente indicato per il trattamento di ipertensione, scompenso cardiaco e riduzione della mortalità cardiovascolare in pazienti che hanno subito un infarto.

admin

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