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Pestato di carciofini al botulino, primo caso a Milano

Il ministero della Salute attraverso un comunicato ha fatto sapere che nel prodotto alimentare “pestato di carciofini di Cupello” (confezione 145 grammi, lotto 56/09 e data di scadenza 30/12/2010) è stata riscontrata la presenza di tossina botulinica.
Tale prodotto è distribuito dalla ditta Ursini srl, via Santa Maria la Nova 12, Fossacesia (CH), la quale mediante comunicato stampa, ha attivato le operazioni di richiamo che riguardano anche il prodotto “fagottini di Melanzane” lotto 74/09.
Il ministero della Salute invita a non fare uso di tali prodotti e, nel caso fossero stati acquistati, di consegnarli alla propria Asl di competenza.
Procedono le indagini sulla linea di produzione da parte delle autorità sanitarie competenti della Regione Abruzzo e sull’eventualità di estendere le misure necessarie su prodotti analoghi.
I prodotti conservati sott’olio in assenza di adeguate misure di prevenzione possono produrre la tossina botulinica che causa disturbi alla salute che possono essere anche mortali.
Il primo caso di botulismo si è verificato a Milano. Si tratta di un uomo di 50 anni ricoverato nel reparto di Neurologia dell’ospedale Niguarda. Era andato al Pronto soccorso il 21 marzo, lamentando disturbi gastrici e alla vista. Ieri l’uomo è ritornato d’urgenza in ospedale ed è stato sottoposto al test alla tossina del botulino il cui esito è risultato positivo.
Sotto accusa proprio una confezione di «Pestato di carciofini» prodotto in provincia di Chieti per i quali la Asl di Milano ha lanciato l’allerta su tutto il territorio nazionale.
Il paziente è stato l’unico in famiglia ad aver consumato i carciofini. I sintomi erano iniziati subito dopo aver mangiato l’alimento. L’uomo aveva accusato una forte gastroenterite, il medico non aveva capito di cosa si trattasse veramente e gli aveva prescritto dei comuni fermenti lattici pensando a un classico virus gastrointestinale. Qualche giorno dopo però si erano manifestati preoccupanti disturbi alla vista.
All’uomo è stato poi somministrata l’antitossina botulinica e ora non corre più pericolo di vita.
Il botulismo non è un’infezione alimentare ma un’intossicazione alimentare.
E’ sufficiente una minima quantità di tossina a determinare la morte: questo fa della tossina botulinica uno dei veleni più potenti conosciuti dall’uomo.
Per svilupparsi e produrre la tossina il Clostridium botulinum ha bisogno di condizioni ambientali particolari che devono verificarsi contemporaneamente: questo spiega la scarsa incidenza di questa intossicazione.
Il rischio a livello di produzioni industriali è pressoché nullo se vengono adottate le precauzioni igieniche adeguate; più pericolose sono invece le preparazioni casalinghe (soprattutto conserve poco acide).
Gli alimenti più a rischio di contaminazione da botulino sono le conserve di vegetali in olio ed in acqua, la carne conservata, le conserve di pesce ed i formaggi.
I sintomi causati dal botulismo sono: disattivazione acuta e bilaterale dei nervi cranici e debolezza, vertigini o paralisi discendente. Successivamente compaiono: difficoltà visiva, disfagia, difficoltà progressiva a inghiottire e a parlare, bocca asciutta. Questi sintomi possono poi estendersi fino a una paralisi flaccida e simmetrica in una persona che resta, paradossalmente, in uno stato vigile.
Vomito, difficoltà a respirare, distensione addominale e costipazione o diarrea possono essere presenti inizialmente. La febbre è assente tranne nei casi di un’infezione dovuta ad una complicazione.

admin

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