Home » Benessere » Chirurgia del seno: intervista al ns. esperto in chirurgia plastica, il Dott. Ivan La Rusca

Chirurgia del seno: intervista al ns. esperto in chirurgia plastica, il Dott. Ivan La Rusca

Dottore parliamo di chirurgia del seno.

Il seno ha assunto una valenza molto importante nella nostra società e di conseguenza nel sentirsi donna. La pressione dei mass media è fortissima per cui oggi una donna con un seno piccolo, anche se ben formato, non si sente completa. Ecco perché la domanda di aumentare il volume mammario è sempre più presente.

Quali sono i tipi di paziente che si rivolgono al chirurgo plastico per aumentare il seno?

Abbiamo due tipologie di pazienti: quelle giovani che hanno sempre avuto poco seno, che raggiunta la maggiore età vogliono ingrandirlo e quelle che avevano un buon volume, ma dopo le gravidanze hanno modificato il volume e vogliono tornare alle dimensioni primordiali.

E’ possibile operarsi prima dei 18 anni?

E’ sempre sconsigliabile operare questa tipologia di pazienti prima della maggiore età; sia perché possono cambiare idea nel corso degli anni, per priorità diverse, sia perché è meglio che si assumano la piena responsabilità della scelta che vogliono fare, senza delegarla ad un genitore, che ne è tutore sino al compimento della maggiore età. Inoltre una recente normativa di legge vieta l’uso della chirurgia plastica in soggetti di minore età.

Quali altri tipi di intervento di chirurgia estetica possono essere fatti al seno?

Il lifting, chiamato tecnicamente mastopessi, che a volte è concomitante con l’inserimento di protesi. A tal riguardo bisogna ricordare che l’impiego delle protesi ha solo la funzione di aumentare il volume; se viceversa vogliamo modificare la forma, e quindi “tirarlo su”, bisogna ricorre a tecniche diverse con cicatrici aggiuntive, intorno all’areola o verticale sotto la mammella. Questo tipo di intervento viene effettuato prevalentemente nelle pazienti che dimagriscono o hanno ridotto il volume mammario in seguito a gravidanze. In generale si effettua una mastopessi quando la distanza tra la clavicola e l’areola supera i 20-22 cm.

E’ vero che in caso di riduzione mammaria è consigliabile l’utilizzo di protesi?

Assolutamente no. E’ un controsenso togliere e mettere volume nello stesso intervento chirurgico. Esistono delle tecniche di chirurgia plastica che permettono di ridurre il seno e fare un lifting senza impiego di protesi. E’ falsa l’idea che con le protesi il seno rimanga “sempre su”, in quanto il peso della mammella con gli anni tende comunque a modificare la forma; il seno assume un aspetto naturale, più giovane, senza l’impiego di un corpo estraneo come può essere la protesi. Quest’ultima va utilizzata solo per aumentare il volume mammario.

Parlando di protesi, sono sicure quelle al silicone o ci sono materiali migliori?

Le protesi al silicone sono i presidi medico chirurgici più studiati dopo la pillola anticoncezionale. In America, non in Europa, sono state ritirate dal mercato per effettuare ulteriori studi clinici per circa 15 anni, ma rimesse in commercio dopo la piena certificazione di sicurezza da parte dell’ente governativo (Food and drug Administration). Le alternative, come le protesi ad acqua, idrogel o olio di Soia sono risultate esteticamente inferiori o addirittura dannose. Le protesi attualmente in commercio sono sicure. Logicamente esistono protesi e protesi. Le migliori sul mercato, come importanza di studi clinici effettuati, attualmente sono le Mentor e le McGhan (Allergan).

E che ci dice a proposito di forma e posizione?

Esistono due tipologie principali; anatomiche o rotonde. Anche se le prime, a forma di goccia possono apparire più naturali, hanno complicanze maggiori e un effetto finale poco prevedibile. Le rotonde, se ben posizionate, tipo sotto il muscolo in soggetti magri, hanno un effetto equivalente con minori rischi.
Questo discorso logicamente è individuale, ed ogni chirurgo ha le sue preferenze.

E che tipo di cicatrici rimangono alla fine dell’intervento?

Come già detto in precedenza, se c’è la necessità di un lifting le cicatrici sono maggiori. Se si parla solo di mastoplastica additiva, sono state descritte cicatrici tra le più varie; tra quelle classiche sottomammarie e periareolari, e quelle più “nascoste” come le ascellari o ombelicali. Tralasciamo queste ultime, perché molto indaginose e da risultati finali poco prevedibili, analizziamo le cicatrici sottomammarie e periareolari.
La cicatrice sottomammaria permette un approccio diretto allo spazio sottoghiandolare, senza passare attraverso la mammella ed un buon posizionamento della protesi sia sovra che sottomuscolare. Inoltre la cicatrice sta sotto la mammella ed è nascosta anche a seno scoperto. L’approccio periareolare attraversa la mammella, che può essere infetta, danneggiandola sia come innervazione che come possibilità di allattamento. Anche in questo caso le preferenze sono personali, ed ogni chirurgo difende la tecnica con cui ha più confidenza.

In definitiva considera l’intervento di chirurgia estetica al seno come una tecnica sicura?

Nonostante nessun intervento chirurgico è privo di complicanze, è una procedura che effettuata in un ambiente protetto e da mani esperte dà un risultato immediato, con un recupero in tempi celeri, e con complicanze basse rispetto alla moltitudine di interventi effettuati. Bisogna ricordare che nessun seno sopra i 25 anni superiore alla III misura sta su naturalmente senza reggiseno per rendersi conto di quanto è diffuso questo tipo di procedura.

Dott. Ivan La Rusca
Specilista in Chirugia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

admin

x

Guarda anche

Intimissimi, una capsule per sostenere le donne operate al seno

  Il marchio di lingerie Intimissimi sceglie di affiancare e sostenere la “Breast Unit” dell’Istituto ...

Condividi con un amico