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Disturbi alimentari: ecco la mappa dei centri accreditati per il trattamento in Italia

Sono sempre di più gli italiani che sono colpiti da disturbi alimentari in Italia: oltre tre milioni nel nostro Paese, 2 dei quali adolescenti.

Sono i dati forniti oggi a palazzo Chigi dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni e dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini che hanno fatto il punto sulle attività del governo per debellare questa patologia.

L’ultima è la mappatura completa, da oggi disponibile on line, dei Centri accreditati per il trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare in Italia (disponibile sul sito www.disturbialimentarionline.it) capaci di accogliere e prendere in carico questi pazienti.

Si tratta di 158 strutture, di cui 21 in Lombardia, 17 nel Lazio, 14 in Emilia Romagna, nonchè l’attività di sorveglianza epidemiologica del fenomeno che ha coinvolto per un periodo di 2 anni cinque centri sentinella e ha condotto all’individuazione di 574 pazienti affetti da anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari.

Su Internet “ormai si trova di tutto – ha spiegato il ministro Meloni- ci sono persino siti in cui questi ragazzi con problemi alimentari si scambiano consigli su come non farsi scoprire. Si rischia che in Rete ci sia qualunque cosa tranne le risposte di cui questi malati hanno bisogno. Di qui l’idea di una mappatura di centri, lavoro non facile che però ci ha permesso anche di capire quali sono le regioni virtuose e quelle in cui c’è una risposta scarsa”.

Un quadro allarmante soprattutto perché le fasce più colpite sono quelle comprese tra i 13 e i 35 anni.

Le cause sono diverse: lo stress, situazioni difficili in famiglia ma la colpa, secondo la Meloni, potrebbe essere attribuita anche a molti siti web.

Infatti su internet spesso si trovano siti che inneggiano all’anoressia e alla bulimia, creando vere e proprie sette, comunità di malate che a volte si riconoscono tra loro anche con segni distintivi, ad esempio un braccialetto ad hoc. Così si scambiano persino consigli, come se stessero facendo qualcosa di giusto, senza valutare l’alto grado di rischio.

l governo ha voluto creare un punto di riferimento, ma vuole andare oltre. “Proporremo alle Regioni delle linee guida- ha detto, invece, Martini- per velocizzare le procedure e i tempi tra diagnosi e cura facilitando anche, dove necessario, la mobilità dei pazienti tra regioni”.”La possibilità di guarigione è legata al momento della diagnosi e di presa in carico del paziente- ha proseguito- a volte ci vuole troppo tempo tra diagnosi e cura”. Di qui la necessità di prendere accordi con le Regioni tenendo conto del fatto che “cresce il numero di uomini affetti da anoressia e bulimia e anche quello delle donne adulte over 40. Un problema legato soprattutto a fattori di costume, alle mode”.

admin

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