Home » Benessere » Il Melanoma cutaneo

Il Melanoma cutaneo

Il melanoma cutaneo è un tumore che colpisce la pelle, derivante dalle cellule deputate alla produzione di colore e che, per la sua elevata tendenza invasiva, è responsabile della maggior parte dei decessi dovuti a tumori cutanei. Rappresenta circa l’1% dei tumori maligni. Il melanoma si forma quando i melanociti crescono e si moltiplicano in modo anomalo, fuori dal controllo della cellula; può insorgere su un neo presente da tempo (anche dalla nascita) o su una zona di pelle normale. Può svilupparsi sulla pelle che ricopre tutte le regioni del corpo, tuttavia è più facile trovarlo sulla schiena e sul torace negli uomini, e sugli arti inferiori nelle donne.

Colpisce persone di ogni età, di entrambi i sessi, anche se è più frequente negli adulti; molto raramente, può anche insorgere nei bambini e negli adolescenti.

E’ il tumore più comune nelle donne tra 25 e 30 anni ed è al secondo posto nelle donne tra 30 e 35 anni.

Nella popolazione nera questo tumore è raro, e colpisce di solito le aree cutanee meno pigmentate, come il palmo delle mani o le piante dei piedi.

La degenerazione di questa forma tumorale, che spesso all’inizio si presenta sotto forma di un neo all’apparenza “innocuo”, può essere tuttavia evitata se si mette in atto una diagnosi precoce.

LA RICERCA DEI TUMORI CUTANEI

La diagnosi precoce dei tumori cutanei consiste nel riconoscere le fasi iniziali dello sviluppo tumorale per intervenire tempestivamente quando le probabilità di guarigioni è massima. Un tumore cutaneo diagnosticato ed eliminato chirurgicamente in tempo può essere completamente guarito. Un’autoispezione regolare dei nei o altre lesioni cutanee ed un controllo periodico dello specialista dermatologo o chirurgo plastico sono la migliore prevenzione contro l’insorgere di tumori cutanei.

Non aspettare di sentire dolori o altri disturbi, perché molte volte i Melanomi, anche quando sono molto sviluppati, non danno alcun fastidio.

COS’E’ UN NEO

Sono piccole macchie cutanee di diversi colori, piatte o sporgenti, presenti fin dalla nascita o che si sviluppano nel corso della vita. Hanno origine dai melanociti, cellule responsabili della pigmentazione della cute e crescono fino a superare anche i due centimetri per poi non modificarsi più. In un adulto la modificazione di un neo talvolta può essere segno di una evoluzione tumorale conosciuta come melanoma.

COME CONTROLLARE UN NEO
Una lesione scura della pelle si valuta ricordando le prime 5 lettere dell’alfabeto: A B C D E:

Asimmetria: Una forma irregolare, con una metà della lesione diversa dall’altra, depone per un neo atipico.

Bordi: Se i bordi sono frastagliati, irregolari, con un aspetto a carta geografica, la lesione deve essere valutata da uno specialista.

Colore: Se il neo presenta un colore molto scuro o non uniforme e/o se sono comparse modifiche anche minime, la lesione deve essere adeguatamente monitorizzata

Se il neo ha un diametro superiore a 6 millimetri o se ha avuto un aumento di dimensione negli ultimi mesi, dovete rivolgervi allo specialista.

Evoluzione o Emorragia: Se il neo ha modificato il suo aspetto iniziale o se ha sanguinato spontaneamente senza traumi, la lesione deve essere controllata dal dermatologo. Questo forse è il fattore più influente.

In caso di riscontro di uno o più di questi segni è opportuno consultare il proprio medico che potrebbe suggerire degli esami di approfondimento. Per un preciso controllo dei nei, lo specialista, il dermatologo o il chirurgo plastico, ricorre alle tecniche di osservazione di ultima generazione: la stereomicroscopia.

L’ESAME DERMOSCOPICO

Consiste nell’osservazione dei nei mediante un apposito strumento chiamato microscopio ad epiluminiscenza. Si tratta di una procedura semplice e indolore in cui il neo sospetto, dopo essere stato spalmato con un olio speciale, viene messo a contatto con il microscopio ad epiluminiscenza. Attraverso questo sistema di illuminazione con lenti ad ingrandimento è possibile svelare dettagli del neo non visibili ad occhio nudo.

L’immagine dermoscopica del neo, permette di esaminare in tempo reale gli strati profondi della pelle, fornendo dati essenziali per decidere se è necessario un intervento di asportazione.

L’evoluzione del sistema è chiamato stereomicroscopia che mediante un’ottica doppia permette di visualizzare meglio le caratteristiche della lesione, ed inoltre il collegamento ad un computer permette di poter fare una mappatura dei nevi e ricontrollarli a distanza di tempo con immagini di archivio.

Predisposizione

I tumori della pelle sono i tumori più frequenti nella popolazione bianca. L’11 per cento dei tumori maligni diagnosticati sono tumori cutanei. Esiste un preoccupante aumento di tumori della pelle dovuto ad una serie di fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare neoplasie:

Immunosoppressione: Le diminuzione delle capacità difensive del nostro sistema immunitario aumentano in maniera significativa la possibilità di sviluppare un tumore maligno. Le cause di immunosoppressione sono svariate: farmacologiche (terapie antirigetto per il trapianto o per malattie autoimmuni), AIDS, cirrosi e molte altre malattie.
Abitudini di vita: Stili di vita particolari (utilizzo esagerato di solarium, lavori che comportino una prolungata esposizione al sole, soggiorni prolungati e ripetuti in zone con forte irraggiamento solare,) rappresentano un ulteriore fattore aggiuntivo di rischio.
Durata della vita: Il progressivo allungamento della vita necessariamente porta ad un progressivo aumento dei casi di tumori della pelle.
Esposizione solare: La quantità totale di ore passate al sole è un altro fattore importante di rischio. Spesso la maggior parte di questa esposizione è avvenuta nell’infanzia e nella prima giovinezza, mentre per lo sviluppo di un tumore passano decine di anni.
Fattori genetici: Gli individui con carnagione chiara, biondi o con capelli rossi ed occhi chiari hanno un alto rischio. Questo rischio è maggiore se c’è una familiarità per tumori cutanei.

FOTOTIPO

Tra i fattori genetici bisogna quindi tenere presente i cosiddetti “fototipi”.Con ciò si intende precisare il tipo di risposta della cute quando viene esposta ai raggi del sole. E’ noto, infatti, che i tumori cutanei colpiscono più di frequente individui di origine caucasica, di pelle chiara, con capelli chiari, spesso rossi, con tendenza all’eritema solare per una bassa capacità ad abbronzare e con un numero elevato di nevi. Vengono normalmente riconosciuti sei fototipi secondo la classificazione di Fitzpatrik:

Fototipo: I Colore occhi: CHIARI Colore capelli: BIONDI/ROSSI Colore pelle: LATTIGINOSO Capacità abbronzatura: ASSENTE Autoprotezione dal sole: SCARSISSIMA Protezione consigliata: TOTALE

Fototipo: II Colore occhi: CHIARI Colore capelli: BIONDI Colore pelle: CHIARA Capacità abbronzatura: LIMITATA Autoprotezione dal sole: SCARSA Protezione consigliata: TOTALE

Fototipo: III Colore occhi: CHIARI/SCURI Colore capelli: CASTANI Colore pelle: BRUNO/CHIARA Capacità abbronzatura: MEDIA Autoprotezione dal sole: LEGGERA Protezione consigliata: ELEVATA

Fototipo: IV Colore occhi: SCURI Colore capelli: CASTANO/SCURO/NERO Colore pelle: OLIVASTRA Capacità abbronzatura: ELEVATA Autoprotezione dal sole: ELEVATA Protezione consigliata: BASSO

Fototipo: V Colore occhi: SCURI Colore capelli: NERI Colore pelle: NERA Capacità abbronzatura: MOLTO ELEVATA Autoprotezione dal sole: MOLTO ELEVATA Protezione consigliata: –

Quindi un soggetto di carnagione chiara con capigliatura bionda o rossa ed occhi azzurri o verdi, con una pelle difficilmente abbronzabile e lentigginosa può vedere aumentato il rischio di sviluppare un tumore cutaneo del doppio o del triplo rispetto alla popolazione con un fototipo più alto. Sono proprio le esposizioni intense e intermittenti alla luce del sole, su cute non abituata, che aumentano il rischio di tumore, mentre un’esposizione costante e moderata non è altrettanto rischiosa.

PREVENZIONE

Alla luce delle considerazioni precedenti per sfruttare le proprietà benefiche dei raggi del sole senza che questi risultino potenzialmente dannosi, bisogna tener presenti delle norme.

Senza entrare troppo nello specialistico, è intuitivamente ovvio che quanto più la cute si dimostra in partenza sensibile ai raggi del sole, tanto più lo schermo utilizzato dovrà offrire un adeguato indice di protezione. Gli schermi solari si caratterizzano per la capacità di filtrare o di riflettere la radiazione luminosa. Al di là delle caratteristiche degli schermi è necessario, per poter contare su un’efficace protezione, rinnovare continuamente la loro applicazione. Infatti, la sudorazione, i bagni, la sabbia favoriscono la scomparsa del filtro.

Una volta considerato il fototipo, ed aver scelto correttamente lo schermo solare, occorre in ogni caso esporsi al sole tenendo in considerazione alcuni fattori climatici ed ambientali:

– Scegli una crema solare (o un latte) con un adeguato indice di protezione dai raggi UVB e UVA. Le creme solari protettive sono molto utili, ma il loro uso non giustifica comunque esposizione esagerate al sole. L’applicazione della crema va ripetuta ogni 3-4 ore e dopo ogni bagno.
– Proteggi la cute dei bambini dalle scottature. Non esponete al sole i bambini di età inferiore ai tre anni.
– Evita le esposizioni eccessive al sole, soprattutto se hai la cute chiara che si abbronza con difficoltà e si scotta facilmente e/o hai un gran numero di nei sulla pelle.
– Evita le esposizioni al sole nelle ore centrali della giornata (dalle 12 alle 16) e proteggiti con indumenti (cappello, vestiti ).
– Attenzione anche in assenza di sole: le nuvole non arrestano i raggi ultravioletti.
– La neve fresca riflette più dell’80% dei raggi UV, mentre la sabbia ne riflette il 25%;
– Alcuni farmaci possono provocare reazioni al sole.
– In caso di gravidanza, limita l’esposizione al sole e utilizza uno schermo totale.

Per concludere, ne consegue sul piano pratico che non esiste una proibizione assoluta alla fotoesposizione, ma il consiglio a prendere il sole, fin dall’età infantile, in maniera moderata, evitando gli eccessi e le ustioni ad essa conseguenti. La protezione solare rimane il metodo di prevenzione più efficace. Tale raccomandazione è da tener in alta considerazione anche per arginare tutte le forme di tumori della pelle.

E’ fondamentale sottoporsi regolarmente a controlli dallo specialista, dermatologo o chirurgo plastico.

Prima dell’estate è il momento di fare un check up accurato della pelle in modo da ottenere una diagnosi e una eventuale cura precoce che porti ad una sicura guarigione.

RICOSTRUZIONE

Varie sono le metodiche impiegate per la ricostruzione dell’area colpita dai tumori cutanei.

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.

Generalmente per Melanomi in situ l’asportazione con 1 cm di margine è sufficiente per il trattamento della malattia.

Per Melanomi di dimensioni maggiori, oltre all’asportazione della lesione con 2 cm di cute perilesionale è necessario prelevare il “linfonodo sentinella” dall’area limitrofa (delimitata mediante un apposito esame radiologico denominato linfoscintigrafia). In questi casi la chiusura del difetto sarà effettuato mediante innesti cutanei o lembi.

In seguito è necessario un follow up periodico ogni 3 mesi per 5 anni e, in casi selezionati, un consulto oncologico.

CONCLUDENDO

E’ necessario ricordare che:

– Chi ha molti nei può esporsi al sole come chiunque altro: è comunque necessario evitare le scottature solari poiché possono contribuire all’insorgenza di un melanoma.
– Traumi o ferite non trasformano un neo in melanoma: un neo accidentalmente tagliato o traumatizzato guarisce come il resto della cute. Se i traumatismi sono ripetuti (tagli da rasoio o sfregamento da reggiseni su nei sporgenti) occorre valutare il caso insieme allo specialista dermatologo o chirurgo plastico.
– Tutti i nei possono essere asportati senza pericolo: un intervento chirurgico di asportazione non rappresenta alcun pericolo. Anzi, se il neo sospetto fosse in realtà un melanoma, quanto prima si interviene tanto maggiori sono le probabilità di guarigione.
– La diagnosi finale di un tumore cutaneo sospetto viene fatta attraverso l’esame istologico: dopo l’asportazione chirurgica, l’esame istologico permette di capire se si tratta di una forma benigna, come un neo, o di una maligna, come un melanoma.

a cura del dott. Ivan La Rusca
Specilista in Chirugia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Napoli

admin

x

Guarda anche

Soffri di psoriasi? Oggi c'è un sito per informarti

Alla comparsa dei primi sintomi, il primo interlocutore, oggi, è il web. Un fenomeno che ...

Condividi con un amico