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Psichiatria: studio sui cani per curare meglio le persone

Steven Hamilton, psichiatra docente all’Università della California di San Francisco, ha osservato il comportamento dei cani per capire meglio le persone e trovare nuovi modi per curarle.

Per questo studio sono stati arruolati un border collie di 11 anni, ed altri esemplari. Hamilton e il suo team ha somministrato antidepressivi e ansiolitici alle bestiole, prendendo nota delle loro diverse reazioni.

Sembrerebbe che i due tipi di farmaci adoperati siano sovrapponibili in uomini e cani, così come le percentuali di successo del trattamento.

Ebbene, in un dossier dedicato dalla rivista Nature al ‘nuovo miglior amico degli psichiatri’, il dottor Hamilton ha spiegato: ‘Le similitudini sono evidenti’.

Le ragioni per le quali i ricercatori della California hanno deciso di sfruttare le somiglianze fra uomini e animali da compagnia risiedono nella conoscenza del Dna dei cani e della corrispondenza di alcuni geni coinvolti nelle malattie psichiatriche che intercorrono fra le due specie.

Dal punto di vista genetico, cane e uomo sono simili in diverse malattie come la narcolessia, tipica dei dobermann; nei disturbi ossessivo-compulsivi, riscontrati nei bull terrier, pastori tedeschi, danesi e golden retriever; o nei deficit di attenzione evidenziati in alcuni labrador impiegati come guida per ciechi.

admin

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