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L'uso di integratori alimentari spiegherebbe l'elevato numero di casi di Sla tra i calciatori

L’uso massiccio (se non l’abuso) di integratori alimentari potrebbe spiegare l’elevato numero di casi di SLA tra i calciatori.

Ebbene sì, secondo una ricerca italiana, condotta dai ricercatori dell’Universita’ di Roma “Tor Vergata” e dalla Fondazione S. Lucia, coordinati dalla Prof.ssa Cristina Zona, la causa potrebbe essere questa, ecco spiegata l’epidemia di Sclerosi Laterale Amiotrofica tra i calciatori.

I ricercatori, hanno dimostrato che gli aminoacidi ramificati (BCAA), contenuti negli integratori alimentari, possono causare alterazioni delle cellule nervose rendendole simili a quelle malate di SLA.

La ricerca e’ avvenuta grazie al finanziamento del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanita’ e della Wyeth Italia.

La maggiore incidenza di SLA tra i calciatori italiani rispetto al resto della popolazione, e’ dovuta all’abuso incontrollato di integratori alimentari assunti dagli atleti per incrementare le proprie prestazioni fisiche e mentali, nonchè per accelerare il recupero fisico dopo una pesante attivita’ agonistica.

Lo studio è stato condotto mettendo in risalto che le cellule nervose in vitro esposte agli aminoacidi ramificati che topi di laboratorio alimentati con cibo contenente alte concentrazioni di BCAA, sviluppano delle proprieta’ funzionali sovrapponibili a quelle colpite dalla SLA. E’ stato per questo scoperto per la prima volta il possibile legame tra l’incidenza di SLA nei calciatori italiani e l’assunzione incontrollata di integratori alimentari contenenti alte dosi di BCAA.

I risultati ottenuti, sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Experimental Neurology, e attestano che occorre maggiore informazione e controllo sull’assunzione di sostanze non sottoposte a nessun monitoraggio medico. L’incidenza della SLA tra i calciatori e’ molto alta: si registrano oltre 40 morti, e diverse decine di casi (da Signorini a Borgonovo): un’incidenza di 143/100.000, dato quasi 24 volte superiore rispetto alla popolazione generale (6/100.000 secondo recenti stime).

Sul caso è intervenuto anche il magistrato torinese Raffaele Guariniello, che ha seguito le indagini per cinque anni in merito ai casi sospetti nel mondo del calcio: le cause ipotizzate finora erano da attribuirsi al sospetto doping all’uso di diserbanti per i campi di calcio, ai traumi cerebrali a cui sono sottoposti molti di questi atleti per i colpi subiti alla testa.

admin

1 Commento

  1. Potrebbe essere??
    Ma come si fa a parlare di “potrebbe essere” in riferimento ad un integratore alimentare di origine vegetale non che nutriente essenziale della dieta onnivora degli esseri viventi?
    Forse i calciatori hanno assunto dosi da cavallo di antidolorifici e farmaci …. cosa che non viene manco citata nell’articolo.

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