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Riflessioni: cosa mi ha lasciato il cammino di Santiago de Compostela

Vorrei che leggeste questo articolo non perchè sono il dott. Pozzetti nè perche sono un credente, ma perchè ho incontrato una banale ma per me seria opportunità da condividere.

Ho capito una cosa importante: che posso allontanarmi dalla mia natura solo per comprenderla, posso camminare ed apprezzare il mondo che mi circonda, posso vedere luoghi, facce, sguardi, posso ascoltare accenti e vite diverse; ma le vite che a me interessano sono quelle dei miei pazienti, di chi amo e poi la mia.

La mia realtà fatta di comodità superflue, ma mie, che apprezzo e che pago.

Forse il coraggio non è nell’affrontare 250km al freddo e al gelo per dire ho fatto il cammino di Santiago e di finisterre, forse il coraggio è nel fare il cammino della propria vita comprendendo il magnifico dono dell’opportunità di esistere.

Santiago de Compostela è una delle mete più visitate dai pellegrini di ogni parte del mondo, soprattutto da francesi, tedeschi ed italiani. L’UNESCO nel 1985 ha dichiarato sia Santiago che tutto il cammino, patrimonio dell’umanità.

Nel 1987 il Consiglio d’Europa definì “itinerario culturale europeo” tutti quei percorsi intrapresi dai pellegrini per giungere fino a Santiago de Compostela, riconoscendone l’importanza religiosa e culturale e stanziando dei fondi appositi per promuovere “el camino de Santiago”.

Questo cammino può partire da diverse località, sia francesi che spagnole, e si conclude nella stupenda cattedrale dedicata a San Giacomo.

Dr. Paolo Pozzetti
Psicologo Psicoterapeuta

admin

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