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Malattie epatiche, colpa di troppi medicinali?

Malattie epatiche — A lanciare l’allarme stavolta è stata l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato, in un convegno a Roma al Policlinico A. Gemelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: il fegato, organo che depura le scorie dell’organismo, se attraversato da troppe sostanze tossiche, può favorire malattie epatiche come l’epatite. Anche i medicinali hanno una loro tossicità, che può essere dovuta sia alla sensibilità individuale al farmaco sia ad un iper-dosaggio.

“Un caso classico e già noto è quello del sovradosaggio del paracetamolo, farmaco per automedicazione usato per abbassare la febbre,soprattutto nei bambini” ha dichiarato Antonio Grieco, responsabile dell’Ambulatorio per le Malattie del Fegato del Gemelli. “Un’overdose di questa sostanza può provocare un’epatite acuta, o addirittura fulminante.”
L’allarme è stato lanciato prendendo infatti in considerazione l’aumento del 3% dell’uso di farmaci rispetto all’ultimo anno e il fatto che negli ultimi dieci anni le prescrizioni di farmaci a pazienti pediatrici sono addirittura raddoppiate.

Non sono pochi i casi registrati di epatite da nimesulide, a causa della sensibilità individuale del paziente e anche di epatite da uso congiunto di amoxicillina ed acido clavulanico (antibiotici).

Gli esperti consigliano comunque di fare analisi del sangue all’incirca ogni 12 mesi e dopo 3-4 settimane dall’inizio della terapia per quelle persone che sono affette da patologie croniche, per controllare la funzionalità epatica.

admin

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