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Tumore al cervello: si opera "da sveglio"

E’ successo a Bologna, all’ospedale Bellaria, pochi giorni fa. Per asportare un tumore cerebrale, si è eseguito l’intervento su “paziente sveglio”. Non è la prima volta nel mondo, infatti la tecnica di “awake surgery” fu sperimentata già negli anni Cinquanta in Canada ed è poi stata studiata, modificata e migliorata nel corso degli anni. Nel nostro Paese si utilizza già da qualche tempo, soprattutto per interventi chirurgici legati al cervello.

Il motore della nostra mente, infatti, non percepisce il dolore. Di conseguenza si può manipolare e perfino tagliare col bisturi mentre il paziente è sveglio. Naturalmente, per evitare ansie e stress eccessivi, il malato viene leggermente sedato, ma non al punto da renderlo incosciente. Può quindi chiacchierare col medico, eseguire semplici ordini … insomma, parlare.

Ed è proprio per questo, per preservare l’area cerebrale del linguaggio, che questa tecnica chirurgica è sempre più preferita dai medici. Infatti ciò consente a chi opera di evitare di toccare punti importanti, che potrebbero danneggiare il linguaggio del paziente per sempre. E’ come se lo stesso paziente, “da sveglio” appunto, guidasse la mano del medico in un intervento sicuro. Inoltre i tempi di recupero del paziente, che non deve smaltire pesanti anestesie nei giorni seguenti, sono migliori e più rapidi.

admin

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