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Due gemelle e un solo cuore

La cosa più triste è guardare due bambine appena nate e sapere già che hanno una prospettiva di vita meno di zero. La cosa più triste è sapere che tutti i casi precedenti in Italia e altrove (1983 a Palermo, 1985 a Bologna, 2010 in Inghilterra) sono finiti con la morte di entrambi i bambini. Succede al Sant’Orsola di Bologna, dove sono ricoverate le due gemelline siamesi unite da un unico cuore e un unico fegato.

Nate solo poche settimane fa rischiano già la vita, non solo perchè quegli organi che hanno in comune non ce la fanno a sostenere due piccoli organismi ma anche perchè, se si tentasse di separarle per permettere almeno a una delle due di vivere, non ci sono garanzie sufficienti che anche l’altra non muoia subito dopo. E’ il dilemma sul quale stanno ragionando i medici insieme ai genitori delle due piccole, che sono costantemente tenute sotto controllo in attesa della decisione.

I gemelli “siamesi” sono così chiamati a ricordo della prima coppia universalmente conosciuta di fratelli uniti per una parte del corpo. Erano i gemelli Chang ed Eng Bunker nati appunto nel Siam (oggi Thailandia) con una parte del torace in comune. I due uomini sopravvissero per tutta la vita così legati, ma anche se si fossero potuti operare non avrebbero avuto problemi di sopravvivenza, essendo la parte che li univa una semplice cartilagine. Diverso il discorso per le due bimbe di Bologna. Cuore e fegato sono organi basilari per la vita umana ed è impossibile escludere l’uno o l’altro. A questa famiglia e ai medici del Sant’Orsola spetta un terribile compito, qualunque sia la decisione presa.

admin

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