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Riabilitazione: in acqua è anche meglio

Galleggiamento, resistenza e pressione. Sono le basi per una buona riabilitazione, sono i punti di partenza su cui si basano la maggior parte delle palestre a questo dedicate, in quanto il muscolo o l’osso danneggiati vanno alternativamente messi sotto sforzo (resistenza, pressione) e quindi rilasciati per far loro recuperare vigore (galleggiamento o rilassamento).

In estate, un buon sostituto dei centri di riabilitazione è il mare. Immersi in acqua, in galleggiamento, gli arti perdono il loro peso e quindi faticano meno nel compiere i movimenti imposti dal terapista. Permette alle braccia di sollevarsi, alle gambe di muoversi con leggerezza, e così via. Al tempo stesso, però, la “lotta” del corpo per restare a galla attiva una resistenza muscolare generale e quindi fa lavorare la muscolatura in ogni direzione. Infine, la pressione esercitata dalla profondità dell’acqua “massaggia” le parti gonfie e attiva la circolazione in quelle stanche.

Sono molti altri i piccoli trucchi che il mare ci suggerisce per aiutare il nostro corpo a riabilitarsi dopo incidenti o operazioni chirurgiche. Un piede affondato nella sabbia, ad esempio, lavora molto con i tendini. Lo stare in posizione orizzontale sulla schiena (a “fare il morto”, come si diceva da piccoli) permette lavori di flessione ed estensione degli arti. Questa azione benefica dell’acqua è ancora più accentuata nei laghi o nei fiumi di montagna, dove la temperatura bassa esercita una vasocostrizione sulla circolazione periferica.

admin

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