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Se il cervello "non comunica" scatta l'ansia

Che l’ansia fosse un disturbo mentale lo sapevamo tutti. Quel tarlo che ti impedisce di dormire, che ti spinge a guardare l’orologio mille volte, che ti mette addosso il terrore prima di un viaggio non poteva che provenire dal cervello, centro di ogni emozione. Adesso uno studio italiano lo conferma e spiega anche il perché.

L’Irccs Medea di San Vito al Tagliamento, in collaborazione con le università di Udine e di Verona hanno osservato il comportamento del cervello in soggetti particolarmente ansiosi e hanno notato che l’ansia scatta in particolare per una “mancanza di comunicazione”. Infatti, vi sono aeree del cervello che devono sempre restare in contatto tra loro per trasmettere in modo corretto le informazioni su determinate reazioni a uno stimolo. Si tratta delle zone responsabili della risposta allo stress e le emozioni negative, situate nell’emisfero destro del cervello. Quando scatta l’ansia, si è visto che la comunicazione tra queste aree è stata interrotta.

Non si sa bene ancora perché questa comunicazione si interrompa, da cosa sia causato questo improvviso stop. Ma è certo che ripristinando il passaggio di informazioni tra queste aree, il soggetto non sentirebbe più la preoccupazione e il panico e quindi vivrebbe meglio le situazioni più difficili. Lo studio è ancora in fase di completamento e molte altre novità potrebbero venir fuori a breve. Resteremo tutti in … ANSIOSA attesa di conoscerle!

admin

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