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SLA: i neuroni non si riciclano

La SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica (detta anche “Morbo di Gehrig”, dal nome del primo paziente a cui fu diagnosticata) è un disturbo degenerativo e progressivo che colpisce il sistema nervoso nei suoi “moto neuroni” sia centrali che encefalici e spinali.

E’ una patologia rara (3 casi su 100.000) che colpisce in modo statisticamente prevalente gli atleti. Era infatti un atleta del baseball il primo malato accertato, Lou Gehrig, e sono calciatori i più colpiti nel nostro Paese (con una incidenza di 51 malati su 30.000 soggetti, di cui ne sono morti 39). La malattia si manifesta con sintomi tanto banali da essere spesso sottovalutati, salvo poi sfociare in atrofia e dolori muscolari e articolari molto forti e atrofizzazione dei muscoli fino alla morte per arresto cardiaco. Purtroppo non esistono metodi per diagnosticarla in tempo né si conoscono le cause per cui si manifesta.

Un lume di speranza potrebbe venire dagli studi che si stanno facendo negli Stati Uniti, guidati da Enrico Mugnaini e Teepu Siddique. I ricercatori infatti stanno approfondendo l’intuizione secondo cui il problema SLA nasce da un mancato “riciclaggio” dei neuroni, ovvero dalla loro incapacità di ripararsi. In poche parole, nel Dna di alcuni pazienti colpiti da SLA e’ alterato il gene che controlla la produzione della ubiquilina2, proteina fondamentale per dirigere i processi di smaltimento … e da ciò si scatenerebbe la malattia. Lo studio in questa direzione potrebbe portare a una maggiore certezza sulle cause e quindi nell’inizio di uno studio per una soluzione.

admin

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