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TBC Roma, adesso si parla di "probabile epidemia"

La mancanza di chiarezza è una caratteristica che purtroppo si riscontra spesso nel nostro Paese. Seppure si giustificano le intenzioni (cercare di non creare panico) è difficile seguire notizie che continuano a smentirsi da un giorno all’altro. E così se prima il caso di Tubercolosi nel reparto neonatale del policlinico romano “Gemelli” riguardava pochi bambini senza alcun allarme, oggi si parla di “probabile epidemia”.

L’opinione pubblica ha diritto ad essere ben informata. E d’altra parte, le accuse al policlinico si basano proprio su una mancata informazione (non fu detto all’infermiera ammalata che i suoi test erano positivi alla tbc) … ed è per questo che oggi, secondo Ignazio Marino, presidente della Commissione d´inchiesta sul servizio sanitario nazionale, ” …serve un decreto urgente della Regione che preveda l´obbligo per tutti gli operatori dei reparti ad alto rischio, in tutti gli ospedali e nelle strutture sanitarie private, dello screening per la tubercolosi ogni anno“.

Il numero dei bambini infettati cresce ogni giorno di più e ora si parla di eseguire i test anche sui piccoli nati lo scorso inverno. Per questo Marino insiste sulla chiarezza anche perchè, secondo il suo parere, una diffusione così veloce non può attribuirsi ad una sola persona. Si dovrebbe chiarire se esistano altri focolai infetti, altre persone che -a loro insaputa- abbiano operato nel policlinico con addosso già la Tubercolosi in atto.

admin

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