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Cervello: ultrasuoni a bassa intensità al posto del bisturi

Gli ultrasuoni a bassa intensità di impulsi possono essere utilizzati per stimolare i circuiti cerebrali. E’ quanto viene fuori dallo studio condotto presso il Virginia Tech Carilion Research Institute ed e’ un passo avanti verso la cura di importanti malattie neurologiche.

Il dottor William Jamie Tyler e il suo gruppo di ricerca hanno studiato per anni lo sviluppo di metodi non invasivi per la stimolazione a bassa intensita’ del cervello, utilizzando cioè ultrasuoni a bassa frequenza . “Abbiamo cercato di capire quali erano gli effetti biologici di questo tipo di ultrasuoni sui circuiti cerebrali intatti e come controllare l’attivita’ neurale attraverso di essi”, ha detto Tyler “ed abbiamo visto come gli effetti di questa tecnica comportano la stimolazione dell’attivita’ neuronale, con effetti positivi su un’ampia gamma di disturbi, tra cui il morbo di Parkinson, la depressione maggiore e la distonia.”

Il vantaggio è che si potrà “entrare” nei percorsi contorti del cervello senza più bisogno di utilizzare bisturi o sonde, limitando al massimo la chirurgia cerebrale e dunque i disagi e i rischi per i pazienti. Lo studio dimostra anche come gli ultrasuoni possano essere usati per stimolare la trasmissione sinaptica tra gruppi di neuroni all’interno del cervello, stimolandoli senza però generare un riscaldamento eccessivo del tessuto cerebrale. La strada aperta da questi ricercatori attende adesso solo le migliorie tecniche per giungere ad una rivoluzione completa della medicina neurologica.

admin

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