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Terapia intensiva: un microcip sostituirà tubi e fili

Sono fondamentali per monitorare lo stato di salute di cuore e cervello, soprattutto in quei pazienti tenuti in stato di incoscienza e quindi impossibilitati a denunciare problemi e malori con la propria voce. Si tratta dei tanti fili, elettrodi e tubicini collegati alle macchine elettroniche degli impulsi vitali … preziose quanto fastidiose!

Fastidiose per chi le vive dentro il proprio corpo, fastidiose per amici e parenti che soffrono nel vedere i propri cari infilzati da tanti strumenti di controllo. Per questo la “rivoluzione del microcip”, descritta oggi sul New York Times, potrebbe essere una soluzione desiderata da molti. Lo studio viene condotto presso l’università americana di Urbana, Illinois, e sta mettendo a punto un microcip (denominato Elettrodo Epidermico) in grado di sostituire buona parte di queste macchine esterne per il controllo delle funzioni vitali del paziente.

Il microcip in studio fa parte del mega progetto “M Health” che vorrebbe portare la micro elettronica prepotentemente e vantaggiosamente nel mondo medico, in quanto facile da usare e in grado di captare problemi e segnali di allarme meglio e più rapidamente delle macchine esterne. Il microcip in questione, ad esempio, verrebbe impiantato sotto pelle nella fronte o nel petto del paziente e potrà monitorare con precisione assoluta le funzioni vitali dello stesso, provvedendo a segnalare alterazioni anomale in ogni momento al personale medico competente. Unico ostacolo potrebbero essere i costi di tali “impianti”, poco chiari e certamente non bassissimi, al momento.

admin

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