Home » Benessere » Addio all'inventore del pacemaker

Addio all'inventore del pacemaker

La storia umana è costellata da grandi errori che diventano meravigliose scoperte. Come il viaggio di Colombo verso le Indie che invece portò alla scoperta dell’America. Come la Coca Cola che doveva essere un medicinale e divenne la bibita più famosa del mondo. Così anche il pacemaker fu inventato “per sbaglio” dall’uomo che è morto ieri, a Buffalo (USA) a 92 anni: l’ingegner Wilson Greatbatch.

Nato a Buffalo, appassionato di elettronica da sempre, divenne ingegnere dopo aver fatto esperienza con gli apparecchi radio della Marina durante la guerra. Continuando ad applicare le sue conoscenze delle onde corte anche in seguito, iniziò a studiare per pura curiosità le correlazioni tra cuore e sistema elettrico e a lavorare a dei nuovi transistor che rivelassero accelerazioni del ritmo cardiaco. Un giorno installò un resistore con una resistenza sbagliata e tuttavia si accorse che le pulsazioni da quella create erano identiche al normale battito del cuore.

Scoperto ciò, decise di applicare la scoperta al corpo umano, impresa titanica dato che l’apparecchio originario era grande quanto un armadio! Fu soltanto nel 1960 che il pacemaker venne finalmente impiantato in un uomo, il 77enne Henry Hennafeld che sopravvisse i successivi 18 mesi. In seguito, la vita dei pazienti impiantati col macchinario di Greatbatch si allungò fino a vent’anni dopo l’intervento e oggi il pacemaker è uno strumento molto diffuso, comodo da portare e che garantisce un tenore di vita quasi normale. L’inesauribile ingegnere ha lavorato fino alla morte, stavolta orientando le proprie ricerche al campo geologico e prevedendo che le risorse del pianeta si esauriranno intorno al 2050.

admin

x

Guarda anche

E se a causare l’infarto è la partita della Nazionale?

Lo studio è stato pubblicato in Canada, relativamente allo stress dei tifosi delle partite di ...

Condividi con un amico