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Stress. Sul lavoro colpisce più le donne

Il lavoro uccide. O meglio, è lo stress da lavoro che può far davvero male. In Italia ne soffre una grandissima parte della popolazione, senza distinzioni tra nord e sud. Una larga fetta di questa popolazione (70%) poi sono donne.

Sono le donne, infatti, quelle che devono far più fatica per trovare e mantenere un posto di lavoro. Per superare i colloqui devono spesso dare impressioni molto diverse rispetto al proprio carattere, devono mettere in discussione molti aspetti della loro vita che altrimenti non toccherebbero mai. Quante volte, ad esempio, si sentono rivolgere l’odiosa domanda: “Lei ha intenzione di avere figli in futuro?” … come a dire: prova a rimanere incinta e puoi dire addio al posto. E, una volta superati tutti questi ostacoli, per conservare il tanto sudato impiego devono combattere contro migliaia di pregiudizi, oltre che con i problemi quotidiani della vita familiare (figli, mariti, lavori di casa, ecc.). A creare stress nelle donne sono soprattutto le barriere culturali che rendono la carriera manageriale più difficile, le remunerazioni più basse, i rapporti con i colleghi più difficili. Lo stress da lavoro, in 9 persone su 10, si manifesta con disagi psichici, disturbi dell’umore, ansia, irritabilità, crisi di panico

admin

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  1. Ogni singola mattina. Il tempo di svegliarsi, alzarsi e cominciava. Ricordo di aver provato una sensazione simile quando ero ragazzino, ai tempi delle superiori. In occasione di qualche compito in classe o interrogazione, dalle prime ore del mattino avevo un’ansia inspiegabile, quasi paralizzante.
    E ora succede esattamente la stessa cosa, non appena mi ricordo che devo andare al lavoro. Solo che a scuola era ogni tanto, ora è 5 giorni su 7. E ora sono anche un uomo adulto, quindi si presuppone che dovrei saper gestire un po’ meglio queste cose. Invece per nulla: molto lavoro, tutti i giorni, ed ovviamente ero quello preso di mira dal capo. Nemmeno sognarsi un aiuto dai colleghi: anche se leggevo un filo di compassione e solidarietà, il pensiero dominante era “meglio a lui che a me”.
    Grazie alla crisi, nessuno di noi si può permettere di perdere questo lavoro.
    Ho dovuto cercare altre soluzioni, visto che licenziarmi non mi pareva una grande idea nel mio caso. Non avevo voglia di partire con qualcosa di troppo invasivo, allora ho comprato un videocorso su Aspeera.it (questo, per la precisione: Raccolta video a tema: supera ansia e stress). Ci ho trovato dentro un sacco di suggerimenti interessanti per gestire un po’ meglio quell’ansia mattutina. No, i miglioramenti ci sono stati, ma sono ancora quello preso di mira dal capo, questo non posso dirvi che sia cambiato. Ma almeno quando torno a casa ho trovato il modo per staccare veramente la spina da questa situazione, e quando ci devo rientrare non l’affronto più con terrore e angoscia. Faccio quello che devo fare come reputo giusto farlo, senza quei condizionamenti che pensavo esterni, ed invece ho scoperto partivano proprio da me.

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