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Polmonite. Sempre più spesso si contrae in ospedale

Si sentiva spesso parlare della tipica “febbre da ospedale”, ovvero quelle poche linee di temperatura che salgono nei pazienti ricoverati e che sembrano non passare mai, salvo sparire misteriosamente una volta dimessi.

In ospedale, si sa, girano molti batteri … più resistenti agli antibiotici, in quanto “sopravvissuti” ad essi … che possono trasmettersi da paziente a paziente e, in caso di personale poco attento, anche da medico a paziente. Una delle malattie più trasmesse in ospedale è la polmonite. Paradossalmente -trattandosi di un luogo di cura per star meglio- le forme più gravi sono proprio quelle contratte nei nosocomi, da quanto risulta al congresso della Società Italiana di Medicina Interna. Infatti chi si ammala di polmonite in ospedale guarisce in 20 giorni, chi si ammala al di fuori in appena 15! Stesso discorso per la mortalità, più alta (18%) tra i pazienti che si ammalano in ospedale, mentre chi si ammala fuori muore di meno (7%).

I dati sono certamente preoccupanti, anche perché sottolineano il formarsi di microorganismi più forti e quindi in grado di trasmettere questa resistenza alle cure mediche in futuro, creando così difficoltà a debellare determinate malattie. I medici stanno studiando metodi di cura domiciliari per far sì che i pazienti possano tornare presto a casa e continuare lì i trattamenti. In modo particolare i pazienti più a rischio: anziani, bambini, malati in decorso post-operatorio o in rianimazione. La speranza è quella di combattere il fenomeno sul nascere e cercare di fermarlo del tutto, mentre la ricerca per una soluzione definitiva va avanti.

admin

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