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Alimentazione. Con i funghi, evitate il fai-da-te

Arrivano le prime piogge e i funghi vengono allo scoperto, nell’umido del sottobosco. Sono in tanti ad avere la passione della caccia al fungo, non solo per la bellezza delle passeggiate ma anche per il gusto di cucinare ciò che si raccoglie. Ma la prudenza non è mai troppa, soprattutto con questi prodotti naturali che spesso sono anche tossici.

Al di là del temutissimo Fungo Ammanita Phalloides (quello rosso con le screziature bianche) che impariamo a conoscere tutti fin da bambini, ci sono altri tipi di funghi tossici per natura e altri che lo diventano se cucinati in modo sbrigativo o sbagliato. Il veleno dei funghi attacca il fegato ed è per questo che bisogna prevenirlo in ogni modo, infatti spesso quando comincia a far effetto ha già cominciato a distruggere quell’organo e un danno serio al fegato si risolve solo col trapianto. Agiscono così soprattutto i veleni a lunga latenza, ovvero con sintomi che compaiono diverse ore dopo … quando cioè l’opera di distruzione è già in atto.

Dunque, quando andate per funghi, usate la testa! Se avete conoscenza SICURA di una sola specie accontentatevi di raccogliere solo quella. Se volete raccoglierne di nuove, comunque abbiate la cura di far analizzare i vostri raccolti dalle ASL locali o dalle associazioni di esperti micologi. Non fidatevi dei consigli degli amici o dei “sentito dire” e nemmeno della cottura. Preferite aspettare qualche giorno prima di mangiare i vostri funghi, purché prima siate davvero certi della loro commestibilità. Se, dopo aver mangiato funghi, sentite i primi sintomi, anche leggeri, di avvelenamento (crampi, vomito, diarrea) non perdete tempo e informate subito il medico.

admin

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