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Malasanità, un caso al giorno. Quali soluzioni?

Premesso che la medicina italiana non è solo “mala” e che le migliaia di casi di pazienti salvati da bravissimi medici passano, purtroppo, sotto silenzio, occorre analizzare l’aumento di eventi fatali nell’ambito ospedaliero del nostro Paese perchè l’allarme cresce e, negli ultimi due anni, si è registrato un caso al giorno!

Un totale di 470 casi di “malasanità” in soli due anni, con ben 329 decessi, sono un record tristissimo che purtroppo riguarda tutta Italia, anche se sono tre le regioni che si dividono la metà del primato negativo: Calabria, Sicilia e Lazio. Le motivazioni possono essere innumerevoli. Ad esempio, al Sud la gente ricorre al ricovero ospedaliero molto spesso, anche in casi assolutamente non gravi, e dunque su un’ampia statistica di ricoveri è logico che si registrino più errori umani. E’ anche vero che è usanza diffusa (al Sud più che al Nord) quella di accusare di negligenza e di errore anche quando l’errore non c’è, o non è colpa diretta del medico… come ad esempio quando un paziente cardiopatico muore durante un intervento, eventualità normalissima che rientra nelle statistiche normali dell’1% di rischio, ma che spesso i parenti denunciano come “malasanità”.

Esistono poi i veri casi di cattiva gestione della sanità, come quello scoperto in una clinica di Palermo, dove per risparmiare sulle spese si toglievano farmaci importanti a malati di cancro. Spesso sono le scelte amministrative assurde o sbagliate e spingere medici poco seri a curare meglio o peggio un malato. Sulla “malasanità” incide però anche, parecchio, la cattiva gestione dei tirocini per i giovani medici che spesso arrivano in corsia senza mai aver messo le mani su un malato. E incidono i turni massacranti in certi ospedali, dove spesso un solo medico copre il lavoro di tre per mancanza di personale. E’ da qui, dalla base, dalla responsabilità che si deve cominciare a cambiare la situazione. La serietà sul lavoro è l’unica soluzione per ridurre al minimo gli errori che, comunque, essendo i medici esseri umani, ci possono sempre stare.

admin

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