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Quando l'Ictus colpisce "di striscio"

La notizia del campione del Milan, Antonio Cassano, ricoverato con sospetta diagnosi di Ictus Ischemico dopo aver improvvisamente perso la parola, al ritorno da una trasferta, tiene tutti in allarme. Non solo per la salute del giocatore ma anche per il riproporsi di una malattia apparentemente “da terza età” in un corpo giovane, sano e sportivo. Ma cosa è successo veramente?

L’Ictus, o più familiarmente “colpo”, è un evento che blocca la circolazione del sangue verso una determinata area del cervello causandone l’interruzione delle funzioni o il blocco assoluto. Esistono tre tipi di Ictus: emorragico (causato da un versamento di sangue dentro il cervello), ischemico (ostruzione di un vaso a causa di un coagulo o di troppo grasso), ischemico transitorio (simile a quello ischemico, ma di breve durata).
Proprio questo terzo tipo di Ictus avrebbe colpito Cassano e, come lui, tante altre persone in Italia e nel mondo e non per forza devono essere anziani e malati.

Le condizioni perchè si verifichi un Ictus Ischemico Transitorio sono: vasculopatie, occlusioni momentanee di piccoli vasi, embolie passeggere e, meno comuni, le patologie ereditarie e i traumi. Nel caso di un atleta come un calciatore, ad esempio abituato a prendere colpi duri ma anche a colpire ( ad esempio, si pensi ai molti colpi di testa in una carriera) può capitare che si verifichino problemi traumatici anche minori che però, se trascurati a lungo, possono dar vita a episodi ischemici. Nel caso di Cassano, qualsiasi cosa abbia causato l’interruzione della circolazione sanguigna al cervello ha avuto un passaggio limitato nel tempo, ha “colpito di striscio”, insomma. Se avesse colpito seriamente, probabilmente il giocatore avrebbe perso conoscenza e avrebbe rischiato il coma o addirittura la morte. Per questo è importante il trattamento e soprattutto determinare la causa di questi (seppur brevi) episodi.

admin

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