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Immigrati più a rischio di tutti per i tumori

Sono i più poveri, i meno informati e dunque i più a rischio di tutti per quanto riguarda i tumori. Parliamo degli immigrati, una realtà italiana sempre più viva e presente di cui bisogna tener conto anche a livello sanitario.

Molti di loro sono irregolari e dunque nascosti, ciò impedisce loro di andarsi a curare alla comparsa dei primi sintomi. Ma anche chi è in regola e dunque circola liberamente, lavora e guadagna nel nostro Paese, spesso è fortemente disinformato (a causa dei problemi linguistici) sui metodi di prevenzione e di cura dei tumori. L’allarme lo ha lanciato l’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM), la quale sottolinea anche altri gravi problemi legati a questa fascia di popolazione.

Ad esempio, chi è comunque informato ha grosse difficoltà a prendere qualche ora di permesso da lavoro per andare a far visite o interventi, perché il rischio licenziamento è sempre molto alto, essendo gli immigrati gli ultimi arrivati e i più sfruttati. Alcuni hanno semplicemente orari di lavoro talmente lunghi da terminare quando gli studi medici sono chiusi, e dunque anche qui vi è un palese impedimento ad andarsi a curare. Ma anche quei pochissimi che riescono a trovare un attimo di respiro per fare dei controlli, spesso vengono trattati con noncuranza (“torni tra un mese”) e non solo perché stranieri ma perché in genere, in Italia, la sanità funziona così per i più poveri e per chi non ha conoscenze mediche a cui appoggiarsi per ottenere favori. Le conseguenze di tutto ciò sono che il tasso di mortalità per tumore, negli immigrati, è due volte più alto che nella popolazione nativa italiana. Un problema da combattere subito, se si considera che … volenti o nolenti … saranno proprio questi immigrati il futuro del nostro Paese.

admin

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