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Trapianti. Donare un rene da vivi, si può fare e dà speranza

E’ una delle tecniche meno pericolose e meno “dolorose”, in ogni senso. Sia perchè avviene da persona viva e dunque senza il dolore di un lutto e i sensi di colpa tipici, in questi casi, nel ricevente. Sia perchè chi lo dona non subisce gravi cambiamenti nel proprio organismo. Sia perchè ormai si può eseguire in laparoscopia, con quasi nessun problema post-operatorio.

Eppure il trapianto di rene costituisce ancora solo l’11% delle pratiche di donazione in Italia. Le paure legate alle incognite ma anche alla disinformazione porta molte persone a rifiutare questo estremo atto di generosità, anche se si tratta di salvare un parente. Ecco perchè il Centro Nazionale Trapianti sta promuovendo con congressi e campagne informative questo tipo di donazione.

Il trapianto di rene tra consanguinei è la soluzione migliore per risolvere gravi patologie tra parenti, ma non si escludono casi di compatibilità anche con estranei. Naturalmente nessuno viene forzato o incoraggiato a farsi togliere un rene, ma si vuole informare la gente che in caso di necessità questo tipo di donazione è tra quelle più sicure in assoluto. E non sconvolge per niente la vita del donatore, in quanto una persona può vivere benissimo anche con un solo rene, il quale svolge comunque i compiti necessari all’organismo, anche se magari più lentamente di quando era affiancato all’altro rene. Lo scopo del CNT è quello di fugare le paure delle persone e di far capire loro l’importanza di un gesto, di un piccolo intervento, che in certi casi salva la vita a un fratello o a un genitore.

admin

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