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Psichiatria. Quella bomba nascosta chiamata "follia"

Con il termine “follia” ormai si indicano tante cose. Pure troppe. Si va dal gesto del pazzo, alle stranezze fatte per amore, all’esprimere un giudizio molto positivo (“mi piace alla follia!”). Ma questo termine, all’alba della scienza psichiatrica, indicava una vera e propria patologia: la mancanza di adattamento all’ambiente circostante e alle norme sociali, che può portare alla possibilità di diventare un pericolo per se stessi e gli altri.

Quello che è successo a Firenze due giorni fa, un uomo che entra in un mercatino cittadino e uccide a sangue freddo due ambulanti africani (e solo loro!), è stato definito un “atto dettato dalla follia e dal razzismo”. Due elementi apparentemente in contraddizione, perchè il razzismo è un ragionamento consapevole mentre la follia non lo è. Ma la “follia” si può innescare nella mente umana anche dopo un forte attacco depressivo (che l’assassino di Firenze aveva avuto di recente), perchè questo può debilitare ancora di più un cervello malato. La depressione porta i soggetti che ne soffrono alla chiusura al mondo e al cercare rifugio in qualcosa di strettamente personale: il cibo, il passato, ma anche i sentimenti, i rancori personali o le paure.

Così è facile che una persona disadattata e depressa trovi sfogo in un “nemico da abbattere” che, in quel preciso momento, per lui rappresenta un vero pericolo. E non deve per forza essere un problema di razza o di pelle. Esistono “folli” che sparano solo alle donne bionde perchè ricordano loro la madre odiata, o che uccidono solo i bambini perchè gli ricordano il piccolo vicino di casa rumoroso, ecc. L’uomo di Firenze, già appassionato di temi di estrema destra, ha associato la sua peggiore paura agli stranieri e la follia ha fatto il resto. L’unica cura possibile è quella affidata a esperti psichiatri e ai farmaci che calmano o nascondono temporaneamente queste ossessioni. I soggetti affetti da “follia” vanno comunque seguiti costantemente per tutto l’arco della loro vita.

admin

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