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"C'è ma non si vede": il cervello dei neonati ricorda ciò che sparisce

Il pianto disperato del bambino che viene lasciato dalla mamma al Nido, superato in pochi secondi appena gli viene proposto un giochino, aveva sempre fatto credere che i bambini associassero l’esistenza alla presenza. La mamma c’è, la mamma esiste. La mamma non c’è, la mamma non esiste più … meglio farsene una ragione e continuare a giocare. Invece non sarebbe affatto così.

Uno studio condotto dall’università americana John Hopkins su un campione di neonati ha rilevato che il cervello dei piccoli continua a “sentire” la presenza di una persona o di un oggetto anche dopo che questo gli è stato tolto davanti. E’ come se la loro mente usasse dei “puntatori” speciali, che registrano sensazioni anche lontane.
Dopo che l’oggetto -o la persona- spariva dalla loro vista, i neonati ne registravano la perdita, anche con fastidio e con pianti, ma si calmavano subito dopo non perchè “rassegnati” ma perchè sicuri che quella cosa/persona fosse soltanto nella stanza accanto! I bambini non ricordano i dettagli o i colori della cosa sparita ma SANNO CHE C’E’, e questo li rende tranquilli. Un meccanismo di difesa della mente molto interessante che può aiutare a capire anche certi atteggiamenti degli adulti e le famose “sensazioni” o “premonizioni” che alcuni sentono di avere, spesso dimostrando che avevano ragione. Che siano proprio questi “puntatori” misteriosi il tanto citato “sesto senso”?

admin

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