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Dalla soia un sostegno alla chemioterapia

Si chiamano “isoflavoni della soia” e si trovano appunto nella famosa pianta tanto usata per scopi alimentari, antiallergici e dietetici. Si tratta di sostanze che potenziano l’azione delle radiazioni contro le cellule cancerogene e che già erano conosciute e usate per alcuni tipi di tumore.

Adesso, una nuova ricerca dell’università americana di Wayne allarga il campo di azione anche al tumore al polmone e a quello della prostata. Il funzionamento è basato sul fatto che gli isoflavoni riescono a bloccare i meccanismi di riparazione del Dna e i percorsi di sopravvivenza molecolare attivati da parte delle cellule tumorali nel tentativo di resistere agli attacchi letali delle cure. Allo stesso tempo contengono proprietà antiossidanti che proteggono invece le cellule sane e dunque si ottengono due scopi con un solo elemento.

Non si tratta di una sostituzione delle cure tradizionali ma di un extra, di un “aiuto” naturale che si dà agli agenti medicinali. Finora tutto ciò è stato osservato in laboratorio, su esami in vitro. Si passerà adesso alla sperimentazione su esseri viventi, animali prima e dopo umani. Potenziare l’azione curativa della chemio e della radioterapia grazie ad un integratore naturale e quindi meno tossico per il corpo è certamente un vantaggio per il paziente e una nuova strada da seguire per chi lo cura

admin

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