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Schizofrenia: intervenire sulle cellule del DNA per fermarla

La schizofrenia potrebbe essere un problema di cellule! Lo dice una ricerca dello Scripps Research Institute (USA) che ha analizzato le cellule del DNA di alcuni soggetti schizofrenici, mettendole a confronto con quelle di malati di altre patologie (ad esempio la Malattia di Huntington) e ha scoperto alcune analogie.

Studiando gli “effetti epigenetici”, cioè quegli effetti che intervengono sul DNA cambiandone il comportamento cellulare ma non la struttura di base, gli scienziati hanno scoperto che un settore particolarmente critico e’ quello legato agli istoni (le proteine che il dna deve avvolgere). Quando questi sono acetilati, rimangono allo scoperto alcune porzioni di dna, così che i geni possono essere utilizzati e, rispetto al cervello sano, i campioni di cervello di soggetti con schizofrenia hanno mostrato bassi livelli di acetilazione degli istoni. Esattamente come accade nel cervello di chi ha la Malattia di Huntington e altre simili.

Chi ha condotto lo studio, suggerisce dunque che si potrebbe trattare la schizofrenia con farmaci uguali o simili a quelli già in uso per altre malattie con la compromissione di queste cellule del DNA. In tal modo forse si potrà ridurre il disturbo schizofrenico con terapie mirate e molto più “classiche” di quelle usate dagli psichiatri. Inoltre si è notato che il problema cellulare negli schizofrenici è più leggero nell’età giovanile. Intervenire a quell’età significherebbe, dunque, fermare in tempo lo sviluppo di un disturbo mentale che può avere conseguenze gravi nell’età adulta.

admin

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