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Mente e corpo: combattere l'agorafobia

Agorafobia viene dal greco “paura degli spazi” ed è una patologia nervosa che, in certi casi, porta le persone a isolarsi in casa, a rinunciare a viaggi e lavoro, invalidando di fatto tutta la loro vita. Opposta alla claustrofobia, l’agorafobia porta comunque gli stessi attacchi di panico.

Palpitazioni, tachicardia, sensazione di soffocamento, di svenimento, instabilità dell’equilibrio, dolori al petto, nausea, formicolio, terrore di morire, sono tutti sintomi che bloccano una persona anche al centro di una piazza, di una strada. Tutto questo, unito alla paura di “una figuraccia” o dal terrore di non aver nessuno che ti aiuti, portano i soggetti vittime di questo disturbo e evitare luoghi aperti, luoghi pubblici e perfino le strade … dunque i mezzi con cui spostarsi.

Non si sa perchè si sviluppi esattamente questo tipo di problema. Non per forza il trauma scatenante deve essere legato a qualcosa successo in una piazza. Si sono avuti casi di agorafobia anche in donne che avevano perso il figlio per malattia, o in bambini abbandonati dai genitori. Tutto ciò che si conosce è la reazione violenta del corpo a questo “spavento mentale”, e tale reazione va curata: la psicanalisi resta sempre il metodo più consigliato, ma anche la cura farmacologica è necessaria per tenere a bada il panico iniziale. E ovviamente è importante risalire alla causa principale che, spesso, è stata “dimenticata” dal soggetto e che, ritrovandola, potrà affrontare meglio il suo disagio.

admin

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