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Sordità, crescono le polemiche sulla "lingua dei segni"

La proposta di legge sul riconoscimento della lingua dei segni italiana si deve ancora approvare in parlamento, ma già infuriano le polemiche tra le persone sorde o sordomute che la utilizzano giornalmente.

Da una parte vi sono i cosiddetti “segnisti”, cioè coloro che promuovono questa lingua come mezzo fondamentale per le comunicazioni tra i sordomuti. Dall’altra avanzano gli “oralisti”, ovvero coloro che puntano su un apprendimento … anche se difettoso… della lingua parlata, così da rendere i sordomuti il più possibile alla pari dei normodotati. I primi vogliono il riconoscimento della Lingua dei Segni come idioma ufficiale dello stato, così che tutti gli uffici e i locali pubblici si attrezzino di conseguenza. Gli altri, invece, promuovono la diagnosi precoce della sordità, gli aiuti tecnici e l’istruzione basata sull’emissione di suoni dalla bocca e rifiutano l’idea di “far parte di una minoranza linguistica”, come se fossero stranieri. Naturalmente nel motivo della discussione rientrano anche emendamenti specifici alla legge e anche l’utilizzo di fondi da stanziare o meno per iniziative finora portate avanti per i sordomuti. Materia dunque difficile e contorta che, al momento, non vede nè accordi nè soluzioni. Ci si augura soltanto che le varie associazioni e correnti non dimentichino strada facendo il motivo per cui stanno lottando, comune ad entrambe: il benessere delle persone.

admin

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