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Disturbi mentali: aumentano e colpiscono chi perde il lavoro

I “centri di ascolto” nacquero, in origine, per dare sostegno e aiuto a chi non riusciva a risolvere i propri problemi all’interno della famiglia. Si trattava di problemi molto gravi (depressione, ansia, manie suicide) nati da droga, malattie, gravidanze indesiderate, violenze. Oggi anche questo panorama sta cambiando.

Lo dice Progetto Itaca, un ente che da tempo si occupa di “ascoltare” chi ha bisogno di aiuto. Centri sparsi per tutta l’Italia e volontari sensibili e capaci lo caratterizzano, specialmente per quanto riguarda quei disturbi mentali che non significano pazzia … ma solo forte disagio sociale. Ed è proprio questo disagio che sta cambiando.
A soffrire di depressione, oggi, sono sempre più soggetti ultra quarantenni (spesso uomini) che perdono le proprie sicurezze per colpa della crisi. Uomini che non hanno più lavoro, padri divorziati che vedono la propria vita spezzata in due, gente che non può più pagarsi la casa. Per lo più sono uomini e donne delle periferie, che hanno anche pochi mezzi (di trasporto, non solo economici) con cui muoversi. I volontari li ascoltano, li fanno sfogare per bene … e questo è già un buon inizio di terapia. Dopo di che li indirizzano agli specialisti che prestano la propria opera a questi centri, che hanno notevolmente aumentato il proprio lavoro sul territorio, addirittura restando aperti anche le domeniche.

admin

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