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Incidente stradale: un dramma doppio per i piccoli

Ci sono incidenti stradali in cui noi adulti riusciamo a cavarcela con “poco” (se può chiamarsi “poco” un aggiornamento di danni che sale di giorno in giorno come in guerra): un semplice tamponamento, che a noi può provocare un colpo della strega, qualche contusione o solo uno spavento per i bambini può essere gravissimo. A volte anche mortale.

Eppure, in Italia, la sicurezza dei più piccoli in auto è quasi totalmente ignorata. “Non serve, tanto vado piano” … “Lo lego solo se vado in autostrada” … “Lo lego solo se il viaggio è lungo” sono alcune delle incredibili scusanti portate da alcuni genitori intervistati sull’argomento. Essi non conoscono, o fingono di non conoscere, le regole base per trasportare un bambino piccolo in auto e le conseguenze tragiche che un errore in questo campo può avere. Lesioni alla colonna, alla cervicale, danni al torace o traumi cranici solo per citarne alcuni.

Le regole ci sono e vanno seguite per bene, se si ha a cuore la vita dei propri figli: i neonati vanno portati nell’ovetto, legato al sedile posteriore o per lungo, oppure con l’ovetto dritto ma rivolto verso la spalliera del sedile. Ciò per evitare sia impatti sia eventuali disturbi del bambino. E’ solo verso i 14 mesi che si può voltare l’ovetto (o il seggiolino) così che il viso del piccolo sia rivolto in avanti, verso i sedili dei genitori. Il bambino deve essere legato sia con le cinghie del seggiolino sia con la cintura di sicurezza, che fissi il seggiolino al sedile. Superati i 4 anni, poi, potrà cominciare ad usare anche lui la cintura di sicurezza, dapprima in modo particolare (col lato lungo della cintura che passa sotto il braccio, in modo da evitare un soffocamento in caso di frenata) e poi con l’attacco normale, attraverso il corpo, come i grandi.

admin

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