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La medicina italiana piange Dulbecco, genio incompreso

Due giorni fa è morto Renato Dulbecco, premio Nobel nel 1975 “Per le sue scoperte in materia di interazione tra virus tumorali e materiale genetico della cellula“, scienziato italiano che, come molte altre luminose menti del nostro Paese ha dovuto costruire la sua fortuna all’estero.

Un po’ per mancanza di mezzi, un po’ per la solita incapacità italiana di sostenere i propri cervelli importanti, questo signore nato a Catanzaro nel 1914, che aveva studiato e si era formato prima in Liguria e poi a Torino … dove si era laureato a soli 22 anni, dovette proseguire gli studi negli Stati Uniti di cui conservava con orgoglio la cittadinanza dagli anni Cinquanta dello scorso secolo.

Tra le sue tante scoperte scientifiche, oltre a quella per cui ottenne il Nobel, ricordiamo gli studi sui collegamenti tra virus minori come quello del “Fuoco di Sant’Antonio” e malattie più gravi. Ricordiamo l’individuazione del virus mutante della poliomielite che servì da spunto a Sabin per scoprire, poco tempo dopo, il vaccino contro questo male. Quindi arrivò la scoperta dell’antigene T, un elemento presente solo e soltanto nelle cellule tumorali e dunque una rivoluzione per capire meglio l’evolversi del cancro e le sue conseguenze sull’organismo. Avviò, in anni più recenti, il Progetto Genoma per continuare a studiare e approfondire le ricerche sul cancro.

admin

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