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Morte degli atleti: si previene con un bracciale

Un giovane calciatore, sano, forte … si accascia improvvisamente al suolo e due minuti dopo è morto. Lì sul campo, in diretta nazionale. Forse non tutti ricordano questa tragedia, che vide morire il giovane calciatore spagnolo Antonio Puerta, ma in Spagna non l’hanno mai dimenticata. E proprio dal paese Iberico viene l’idea per prevenire altri casi simili.

Il braccialetto che salva la vita degli atleti nasce appunto in Spagna, all’ Università Jaume I de Castellò e consiste in un dispositivo che si applica al polso del soggetto e che rileva, grazie a dei sensori, qualsiasi anomalia nel battito cardiaco, anche sotto sforzo. Il segnale di allarme viene quindi inviato a tre recettori: uno al monitor incluso nel bracciale stesso che avvisa chi lo porta addosso; uno al monitor della struttura sportiva in cui il soggetto si trova; l’ultimo al più vicino ospedale.

La morte improvvisa da attacco cardiaco riguarda il 44% dei giocatori di calcio e il 10% dei cestisti, ma si rileva anche in sport come il ciclismo, la pallavolo, i pesi. Non si può prevedere, dato che è legata a fattori ereditari uniti a fattori di sforzo, ma usando un apparecchio che lancia l’allarme in tempo reale si possono dimezzare i tempi di intervento sulla persona colpita e dunque salvarle la vita. Il tempismo e l’organizzazione sono l’unico rimedio là dove è impossibile, per la scienza, prevenire in modo sicuro. I bracciali salvavita sono ancora in fase di sperimentazione e avranno costi elevati … non più elevati, però, del corso che ogni anno dovrebbe sostenere un centro sportivo per mettere in sicurezza la salute di ogni proprio associato.

admin

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