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Cancro: torna la "cura Di Bella"

Il professor Luigi Di Bella, fisiologo siciliano, morì ultranovantenne nel 2003 con dietro un coro di polemiche e di lodi. Aveva infatti inventato una cura anti-cancro a base di un “cocktail di farmaci” che fece subito scalpore tra il popolo.

In realtà, la sua cura fu bocciata dalla comunità scientifica italiana (ma c’è da dire che, invece, all’estero si continuò a studiarla e valutarla) in quanto non garantiva una guarigione vera e propria ma alleviava soltanto i sintomi. In effetti, le persone che si sottoponevano a questa cura non guarivano dal cancro ma aumentavano di molto il periodo di sopravvivenza, anche perchè il “cocktail Di Bella” annullava tutti i dolori, restituiva energia e i malati riprendevano a vivere la loro vita normale, riconquistando anche positività e grinta necessarie per combattere internamente il male. Si sono registrati casi di pazienti che, fino al giorno prima di morire, uscivano a far la spesa o andavano allo stadio con gli amici senza alcun problema.

Il “sentirsi bene” aiuta moltissimo i malati di cancro che altrimenti, oltre ai dolori della malattia, devono combattere anche con i fastidi della chemio e con la debilitazione del corpo in generale. Invece, una forma fisica buona li aiuta ad affrontare meglio la malattia e magari a sconfiggerla. I farmaci usati da Di Bella inoltre costavano molto meno di quelli normali anti-cancro, evitando così di gravare sulle spalle delle famiglie. Adesso, circa 15 anni dopo, il giudice del Tribunale del Lavoro di Bari, Maria Procoli, accogliendo il ricorso di un paziente ammalato di tumore, ha ordinato all’ASL di Bari di somministrargli la terapia Di Bella, scatenando ancora una volta le polemiche. I medici infatti dichiarano che è fuori dalla norma professionale somministrare cure non approvate dall’Istituto Superiore di Sanità.

admin

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