Home » Benessere » Malasanità: medici più impegnati all'esterno contro il sovraffollamento

Malasanità: medici più impegnati all'esterno contro il sovraffollamento

Le polemiche, recenti e passate, su ospedali che traboccano di malati, senza posti letto, con Pronto Soccorso che si arrangiano a curare le persone sulle sedie o sul pavimento sono certamente specchio di uno scandalo senza fine. Eppure il sovraffollamento degli ospedali si potrebbe contrastare con un minimo di senso organizzativo.

Lo suggerisce il dottor Paolo Cornaglia Ferraris: “Abusare del Pronto Soccorso è una cattiva pratica di alcuni medici generici che invitano i pazienti a correre in ospedale anche per disturbi banali. Eppure questi medici agiscono in buona fede, cercando cioè di dare il miglior servizio ai loro malati per evitare eventuali denunce per incuria.” Il problema è che un Pronto Soccorso non può bloccarsi per la tonsillite di un bambino o per il dito tagliato di una donna, se qualcun altro sta in coma, o ha un infarto in corso poco più in là. E un ospedale non può fermare per anni dei posti letto di Rianimazione per darli a malati di Alzheimer o a gente in stato vegetativo quando ci sono codici rossi in continuazione.
Ci vorrebbe più coraggio da parte dei medici di famiglia, ma anche una migliore organizzazione che li aiuti a servire bene i loro pazienti (dispositivi che agevolino le visite e le diagnosi anche a distanza, qualche turno extra in laboratorio, ecc.). Valutare bene all’esterno significa curare in tempo un disturbo ed evitare lunghi e spesso inutili parcheggi in un corridoio di ospedale.

admin

x

Guarda anche

Cenone di Natale: attenzione ai cibi a rischio allergie

Dalla frutta secca ed esotica, ai crostacei, ai pesci, dai dolci ai molluschi, sulle tavole ...

Condividi con un amico