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Mente e corpo: a mani fredde si lavora meglio

Lo studio viene dalla prestigiosa Stanford University (USA) ed ha coinvolto un gruppo di donne (24), di età compresa tra i 30 e i 45 anni e tutte in sovrappeso, impegnate in attività che richiedevano un determinato sforzo fisico.

Il tutto per provare una teoria in base alla quale è il calore generato dal corpo a farci stancare prima durante un esercizio sportivo o un lavoro pesante. Infatti, secondo questo studio, le donne che riuscivano a mantenere la temperatura corporea leggermente più bassa (raffreddando mani o piedi) affrontavano molto meglio lo sforzo. I soggetti sono stati suddivisi in tre gruppi diversi, invitati ad eseguire certi esercizi per un periodo di 12 settimane e a farli tenendo tra le mani un contenitore pieno di acqua. L’acqua però aveva temperature differenti … fredda, tiepida, calda … e nessuno sapeva di questa differenza rispetto agli altri gruppi.

Il risultato è stato molto soddisfacente, anche aumentando all’eccesso gli esercizi fisici. Le donne che tenevano tra le mani la bottiglia di acqua fredda non solo non percepivano l’aumento di sforzo ma eseguivano tutti gli esercizi correttamente e fino in fondo. Con la conseguenza che riuscivano anche a dimagrire prima delle altre. Il problema delle persone obese è l’eccessiva sudorazione, a causa del troppo grasso da bruciare, e dunque un gran calore che genera stanchezza. Se si riesce a controllare il calore, dunque anche il sudore, si ottiene una maggiore efficienza in fase di sforzo… e risultati migliori alla fine.

admin

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