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Sopravvivere al cancro: la battaglia continua di chi ce l'ha fatta

Sono DUE MILIONI e duecentocinquantamila ... scritto a parola fa ancor più impressione. Un’impressione positiva perchè sono le persone che, in Italia, possono vantarsi di essere sopravvissute al cancro. Sopravvissute perchè vittime di un tumore cronico, recidivo ma non mortale; sopravvissute perchè in fase di remissione o di guarigione. Eppure la battaglia non è ancora finita, per loro.

E’ una battaglia psicologica, perchè si combatte sul campo della paura, dell’incertezza, della perdita di fiducia in se stessi. Chi ha combattuto e vinto il cancro non può dirsi tranquillo prima dei 10 anni di conferma della remissione e dunque sviluppa una serie di fobie legate a cose in apparenza banali: riuscirò a tornare ai ritmi lavorativi di un tempo? Potrò ancora avere rapporti sessuali? Potrò avere figli? Che succede se progetto il matrimonio e la malattia si ripresenta?

In America, la cura dei “survivors”, dei sopravvissuti, è una missione che molti centri ospedalieri si assumono, insieme ai vari enti di volontariato e beneficenza. Stare accanto a queste persone, aiutarle a ritrovare l’ottimismo e la fiducia, aiutarle a tornare pienamente nella vita è un lavoro importante perchè esse non possono farlo da sole. In Italia un aiuto simile è nato a Milano, alla clinica Humanitas dove si è aperto uno dei primi ambulatori specializzati nel supporto di chi sta riemergendo dopo la lunga lotta contro la malattia. Per maggiori informazioni andate su www.cancercenter.it oppure telefonate al numero 02.8224.6280 dalle 9,00 alle 17,00 – lunedì/venerdì.

admin

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