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Uomini in sala parto? Sì, purché aiutino la compagna

Sono forti, sono “machi”, sono i pilastri della casa… ma magari poi svengono in sala parto, e non solo per essersi impressionati per il sangue, ma perchè non sopportano il dolore della moglie. Eppure molti mariti sfidano le proprie debolezze e le paure e provano a star vicini alle compagne in quel magico momento. Un bene o un male?

Dipende da come gli uomini affrontano la cosa. Chi decide di entrare in sala parto deve farlo convinto, e pronto ad aiutare la compagna, psicologicamente più che materialmente. Se non si ha il carattere adatto, se non ci si sente capaci, meglio passeggiare di fuori come tradizione vuole. E’ provato, infatti, che nelle regioni italiane in cui il 70% dei mariti entra in sala parto (al Nord) si registra un alto numero di separazioni delle coppie nell’arco dei primi due anni dalla nascita del figlio. Un caso? O conseguenze di continue prese in giro e “incapacità” rinfacciate dalla dolce metà?

Le coppie che tengono meglio sono quelle meridionali, dove però meno del 50% dei mariti assiste al parto. Le regole fondamentali per essere un buon “assistente” della propria moglie mentre partorisce sono semplici:
restare al posto in cui venite messi dall’ostetrico o dall’infermiere di turno; osservare flebo e monitor mentre aiutate la compagna a fare la respirazione; infonderle coraggio, dirle cose che la facciano sentire forte e prossima alla fine del dolore; allontanatevi se vi viene ordinato di farlo, ma non fatelo MAI di vostra iniziativa, soprattutto appena il bimbo è nato. Lei potrebbe credere che tutto il vostro interesse fosse il figlio e sentirsi, così, trascurata. Restate a coccolare la vostra compagna anche dopo che avranno portato via il bambino, fatele capire che quanto appena successo la rende ai vostri occhi più bella che mai.

admin

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